Terrore sul volo Dubai-Tel Aviv: «Pilota accoltellato dal copilota, sangue ovunque» – Ipotesi terrorismo: cosa sappiamo
Le autorità israeliane hanno aperto un'inchiesta ad ampio raggio dopo l'atterraggio d'emergenza in Arabia Saudita. Decisive per evitare il peggio sarebbero state le persone intervenute a bordo durante i momenti più concitati.
Momenti di paura ad alta quota per i circa 180 passeggeri a bordo del volo FlyDubai FZ 1073, partito da Dubai e diretto a Tel Aviv. Un grave episodio avvenuto nella cabina di comando avrebbe infatti costretto l'equipaggio a modificare improvvisamente la rotta e ad effettuare un atterraggio d'emergenza all'aeroporto saudita di Tabuk.
Cosa è successo
Secondo le prime informazioni emerse dall'indagine, ancora in corso, alla base dell'emergenza ci sarebbe stata una violenta colluttazione tra il comandante e il copilota. Quest'ultimo, secondo alcune testimonianze raccolte dagli investigatori, avrebbe colpito ripetutamente il collega con un coltellino.
Le indagini tra ipotesi terroristiche e tentativo di suicidio
Sul caso stanno lavorando anche i principali servizi di intelligence israeliani, Mossad e Shin Bet. Tra gli scenari al vaglio figurano sia la possibilità di un attacco terroristico sia quella di un gesto volontario riconducibile a un tentativo di suicidio. Le prime ricostruzioni diffuse nelle ore successive all’incidente indicavano il comandante come cittadino russo e il copilota come ucraino. Successivamente, i media israeliani hanno riferito che il pilota sarebbe originario dell'Oman, mentre il secondo ufficiale sarebbe cittadino degli Emirati Arabi Uniti. Un aspetto che ha aperto ulteriori interrogativi in Israele riguarda proprio la nazionalità dei due membri dell'equipaggio. Le autorità stanno verificando le procedure che hanno consentito al comandante omanita di operare su una tratta con destinazione finale Tel Aviv. Entrambi i piloti sono stati trasferiti in ospedale per ricevere cure mediche.
Israele valuta lo stop ai voli della compagnia
La ministra dei Trasporti israeliana Miri Regev ha chiesto la sospensione dei collegamenti FlyDubai verso Israele e ha sollecitato ulteriori verifiche sull'applicazione degli accordi aeronautici tra Israele ed Emirati Arabi Uniti. L'obiettivo è chiarire se siano state rispettate le disposizioni che regolano l'autorizzazione dei piloti stranieri ad operare voli con atterraggio nello Stato ebraico.
La versione ufficiale di FlyDubai
La compagnia aerea ha confermato che durante il volo si è verificato uno scontro fisico tra i due piloti. «I piloti hanno avuto una colluttazione in cabina di pilotaggio durante il volo, fino a quando uno di loro ha perso conoscenza», ha fatto sapere FlyDubai, precisando inoltre che non si è trattato di «un incidente di sicurezza». Una fonte della sicurezza israeliana, citata da Ynet, ha invece invitato alla prudenza sulle prime ricostruzioni circolate dopo l'accaduto, spiegando che «non vi sono informazioni confermate su un dirottamento».
La picchiata e l'intervento di altri piloti
Secondo diverse fonti israeliane, la situazione avrebbe rischiato di trasformarsi in una tragedia. Dopo il ferimento del comandante, infatti, l'aereo avrebbe iniziato una rapida discesa perdendo quota in pochi istanti. A impedire conseguenze ancora più gravi sarebbe stato un gruppo di piloti presenti a bordo per motivi di trasferimento professionale. Sarebbero stati loro a intervenire e a contribuire al recupero del controllo del velivolo. «Una catastrofe è stata evitata all'ultimo minuto. Un pilota ha accoltellato l'altro e stava cercando di replicare l'11 settembre, dirottando l'aereo o per farlo schiantare», ha dichiarato un funzionario israeliano.
I dati radar: perdita di quota in meno di un minuto
Le registrazioni di Flightradar24 mostrano una manovra estremamente anomala. L'aereo sarebbe passato da circa 34mila piedi a poco più di 14mila piedi in meno di un minuto. Dopo l'emergenza il velivolo è riuscito a raggiungere l'aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita. Al suo arrivo sarebbero stati riscontrati alcuni danni al timone di coda, compatibili con le forti sollecitazioni subite durante la brusca discesa. Anche i codici trasmessi dal transponder hanno attirato l'attenzione degli investigatori. In una prima fase l'aereo ha inviato il codice 7700, utilizzato per segnalare un'emergenza generale. Successivamente è stato trasmesso il codice 7500, normalmente associato a un dirottamento o a un'interferenza illecita a bordo.
Allarme sicurezza in Israele
La gravità della situazione ha portato l’Aeronautica militare israeliana a far decollare due caccia per monitorare il velivolo. Contemporaneamente il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno convocato una riunione urgente dedicata alla sicurezza nazionale. Netanyahu avrebbe anche annullato un impegno previsto nel sud del Paese per seguire direttamente gli sviluppi dell'emergenza.
Il rientro dei passeggeri
Dopo l'atterraggio in Arabia Saudita, Israele ha dovuto organizzare il rientro dei propri cittadini presenti sul volo. Un'operazione complessa anche dal punto di vista diplomatico, considerato che tra Israele e Arabia Saudita non esistono attualmente relazioni diplomatiche attive.
Le testimonianze dei passeggeri
A raccontare i momenti più drammatici sono stati alcuni viaggiatori presenti a bordo. Un passeggero intervistato dall'emittente israeliana Channel 12 ha riferito che il copilota avrebbe colpito il comandante con un coltellino e che diversi membri dell'equipaggio, insieme ad alcuni passeggeri, sarebbero riusciti a entrare nella cabina per fermarlo. «Solo i passeggeri israeliani sono intervenuti. Ci sono persone con le magliette completamente ricoperte di sangue», ha raccontato. Un'altra passeggera ha ricordato il panico vissuto durante la rapida perdita di quota: «È stato molto angosciante. Abbiamo capito che il pilota era stato accoltellato e l'aereo ha iniziato a precipitare. L'aereo ha cominciato a muoversi da una parte all'altra. Abbiamo capito che i piloti avevano perso il controllo perché uno di loro era stato accoltellato. L'aereo è sceso rapidamente ed è stato davvero spaventoso». Particolarmente forte anche il racconto di un'altra persona a bordo: «Ci sono stati momenti in cui eravamo certi che fosse la fine. Abbiamo sentito urla e grida, poi abbiamo visto che la cabina di pilotaggio veniva aperta e c'era del sangue».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
