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Bollette, non solo sconti: dal 1° ottobre aumento del 37% della luce per 3 milioni di italiani – Come controllare subito se si è nell’elenco

di Redazione web

	Aumenta il prezzo della luce per 3 milioni di italiani 
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Aumenta il prezzo della luce per 3 milioni di italiani 

Mentre Eni, Enel e A2A propongono nuove formule per contenere la spesa energetica, Arera modifica le condizioni economiche della Maggior Tutela. Ecco chi è interessato, come funziona il rincaro e cosa verificare in bolletta

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Da una parte le nuove offerte commerciali per alleggerire il costo di luce e gas, dall’altra un forte aumento della tariffa elettrica per milioni di clienti vulnerabili. È questo il quadro che si presenta alle famiglie italiane mentre il governo cerca di contenere gli effetti della nuova fiammata dei prezzi dell’energia legata alla crisi in Medio Oriente. L’annuncio più recente è arrivato da Eni, che attraverso Plenitude ha presentato un’offerta con una riduzione del 30% sul prezzo della componente energetica. Il governo ha accolto favorevolmente l'iniziativa, considerandola parte della risposta delle aziende all'aumento dei costi. Parallelamente, però, Arera ha comunicato che dal 1° ottobre 2026 la spesa per l’elettricità aumenterà del 37,3% per i clienti vulnerabili ancora nella Maggior Tutela. Le due notizie riguardano però categorie e meccanismi differenti. Per capire quale effetto avranno realmente sulle bollette occorre quindi distinguere tra mercato libero, servizi regolati, offerte a prezzo fisso e contratti indicizzati.

L’offerta Eni: 30% in meno sulla componente energia

Plenitude, società del gruppo Eni, ha messo in campo la proposta “Fixa Time 24 Smart”. La sottoscrizione sarà possibile dal 1° al 24 ottobre e il prezzo della componente energetica verrà mantenuto per 24 mesi. Lo sconto annunciato è del 30% rispetto alla principale offerta a prezzo fisso proposta dalla stessa società. Non si tratta però di una riduzione del 30% sull'intera bolletta: il calcolo riguarda la parte relativa all'energia effettivamente consumata. Restano quindi fuori voci come costi di rete, oneri e imposte. Secondo le stime fornite da Eni, il beneficio può arrivare a circa 100 euro all'anno per l'elettricità e ad altri 100 euro per il gas. Chi sottoscrivesse entrambe le forniture potrebbe quindi ottenere un vantaggio complessivo nell'ordine dei 200 euro annui. L'azienda ha presentato l'iniziativa nell'ambito del programma “Eni per l'Italia”, spiegando che l'obiettivo è offrire un sostegno alle famiglie alle prese con l'aumento dei prezzi energetici. Non è necessario essere un nuovo cliente per valutare il passaggio. Chi è già con Plenitude può richiedere un cambio di offerta, mentre chi proviene da un altro venditore può effettuare il passaggio attraverso il nuovo fornitore. La procedura non richiede la chiusura manuale della vecchia utenza e non comporta un'interruzione della fornitura.

Enel e A2A: altre proposte a prezzo bloccato

L'annuncio di Eni ha riportato l'attenzione sulle offerte a prezzo fisso già presenti sul mercato. Enel ha ricordato la propria “Digital Luce”, disponibile da aprile 2026, con una componente energia indicata in 0,108 euro per kWh e prezzo bloccato per 24 mesi. La società sostiene che, per una famiglia con consumi medi di 2 MWh all'anno, il risparmio rispetto al prezzo all'ingrosso possa raggiungere circa 200 euro annui. Anche A2A ha richiamato offerte già disponibili. L'azienda ha spiegato di proporre dal 2023 soluzioni collegate alla propria produzione da fonti rinnovabili con prezzi dell'energia fissati per periodi fino a dieci anni. Tra queste vengono indicate le offerte “Noi2” di A2A Energia e quelle decennali di NeN. I numeri, tuttavia, non possono essere messi a confronto senza considerare il diverso riferimento utilizzato dalle aziende. Il 30% comunicato da Eni è calcolato rispetto a una propria offerta di riferimento, mentre Enel e A2A hanno evidenziato soprattutto il confronto con i prezzi del mercato all'ingrosso. Per il consumatore, quindi, la percentuale dello sconto pubblicizzata non è sufficiente per stabilire quale contratto sia effettivamente più conveniente.

Prima di cambiare contratto bisogna guardare la spesa complessiva

Il dato da verificare non è soltanto il prezzo della materia energia. Per confrontare due offerte bisogna considerare anche le quote fisse, la durata del prezzo bloccato, eventuali condizioni aggiuntive e la stima della spesa annuale. Uno strumento utile è il Portale Offerte di Arera, che consente di confrontare le proposte disponibili sul mercato. Prima della sottoscrizione è inoltre opportuno leggere la Scheda sintetica che il venditore deve fornire al cliente, dove sono riportate anche informazioni sulla spesa prevista. Il prezzo fisso può proteggere da eventuali aumenti della componente energetica durante il periodo stabilito dal contratto, ma non significa che l'intera bolletta rimanga necessariamente identica: le altre componenti possono continuare a variare.

Dal 1° ottobre aumenta del 37,3% la luce per i vulnerabili in Maggior Tutela

La questione più delicata riguarda i clienti vulnerabili che sono rimasti nel servizio di Maggior Tutela elettrica. Dal luglio 2024 questo regime è riservato alle persone che possiedono determinati requisiti, tra cui, a seconda dei casi, avere almeno 75 anni, beneficiare del bonus sociale per difficoltà economiche o trovarsi in determinate condizioni di disabilità o di salute. Per questa platea Arera ha stabilito, a partire dal 1° ottobre 2026, un incremento del 37,3%. Si parla di circa 3 milioni di clienti interessati. L'Autorità ha ricondotto il principale motivo dell'aumento alla crescita dei costi sostenuti per acquistare l'elettricità destinata ai clienti del servizio regolato. Il meccanismo è diverso da quello delle offerte commerciali del mercato libero. Chi si trova nella Maggior Tutela riceve infatti condizioni economiche determinate dall'Autorità.

E il gas?

Per il gas il sistema non è identico. Esiste il Servizio di tutela della vulnerabilità, rivolto ai clienti che rispettano specifici requisiti, ma il prezzo viene aggiornato mensilmente sulla base delle quotazioni effettivamente registrate sul mercato italiano nel mese precedente. Di conseguenza, il rialzo del 37,3% annunciato da Arera per l'elettricità non può essere automaticamente applicato anche alla bolletta del gas. Nell'ultimo aggiornamento disponibile, relativo ad agosto, l'Autorità aveva rilevato una significativa crescita dei prezzi all'ingrosso e un aumento del 6,9% della spesa complessiva del cliente tipo vulnerabile rispetto a luglio. Il dato relativo a settembre sarà invece determinato e pubblicato all'inizio di ottobre.

Come capire quale regime si applica alla propria utenza

Il primo passo è controllare la propria bolletta. Per l'elettricità devono essere individuabili le informazioni relative al regime di fornitura: mercato libero, Maggior Tutela oppure, nei casi interessati dal passaggio del 2024, Servizio a Tutele Graduali. Un cliente vulnerabile che è ancora nella Maggior Tutela vedrà applicate automaticamente le nuove condizioni dal 1° ottobre. Può comunque decidere di passare al mercato libero. Al contrario, chi è già nel mercato libero non sarà automaticamente interessato dal +37,3% stabilito da Arera per la Maggior Tutela. L'effetto sulla sua bolletta dipenderà dal contratto sottoscritto. Con un prezzo fisso, la componente energia resta quella concordata per la durata prevista. Con un contratto variabile, invece, il prezzo può aumentare o diminuire in funzione dell'indice previsto dalle condizioni contrattuali, spesso collegato all'andamento del mercato all'ingrosso.

Le associazioni dei consumatori contestano i rincari

L'aumento deciso per i clienti vulnerabili ha suscitato la reazione delle associazioni dei consumatori. Il Codacons ha elaborato una stima secondo cui, ipotizzando che il prezzo del quarto trimestre resti invariato per dodici mesi, una famiglia con un consumo annuo di 2.000 kWh potrebbe arrivare a spendere circa 236 euro in più rispetto ai prezzi del trimestre precedente, con una spesa annuale stimata in 868,6 euro per la sola elettricità. Si tratta, tuttavia, di una proiezione: il calcolo presuppone che il prezzo stabilito per il quarto trimestre rimanga invariato per l'intero anno.

Il governo punta sugli interventi volontari delle aziende

La decisione di Eni è stata accolta positivamente dal governo. Il 29 settembre, durante una visita a Praga, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato della necessità di coinvolgere le aziende nel sostegno a famiglie e imprese durante la fase di aumento dei costi energetici. Meloni ha collegato l'iniziativa sulle bollette agli interventi già annunciati da alcune compagnie sul prezzo dei carburanti e ha auspicato che anche altri operatori del settore energetico adottino misure analoghe. Il tema ha però generato reazioni diverse tra le forze politiche. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha giudicato positivamente qualsiasi riduzione dei costi per i consumatori, sostenendo però che gli sconti commerciali non siano sufficienti a sostituire un intervento pubblico. AVS propone da tempo un tetto al prezzo dell'energia e una maggiore tassazione degli extraprofitti delle società energetiche. Bonelli ha inoltre indicato nella dipendenza da gas e petrolio una delle cause strutturali dei costi energetici italiani e ha sostenuto un maggiore ricorso alle fonti rinnovabili come parte della strategia proposta dal suo partito.

Due notizie diverse per famiglie diverse

Il quadro che emerge è quindi meno lineare di quanto possano suggerire gli annunci sugli sconti. L'offerta Eni può rappresentare una possibilità di risparmio per chi trova conveniente il contratto e sceglie di bloccare il prezzo della componente energetica per due anni. Esistono però altre proposte a prezzo fisso e i confronti devono essere effettuati sulla spesa complessiva, non soltanto sulla percentuale di sconto. Parallelamente, il +37,3% deciso da Arera riguarda una platea specifica: i clienti vulnerabili che sono ancora nella Maggior Tutela elettrica. Chi è già nel mercato libero non subirà automaticamente quel rincaro. Per sapere quale sarà l'impatto effettivo sulla propria bolletta, dunque, la prima cosa da verificare è il regime contrattuale della propria utenza e, nel caso del mercato libero, le condizioni economiche effettivamente sottoscritte.

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