Tragico rogo a Lucca, la pizza mangiata insieme poi l’inferno delle fiamme. L’ipotesi: «Un incidente, forse una sigaretta»
L’incendio è divampato nell’abitazione delle due vittime. Momenti di terrore in tutta la palazzina: 13 le persone intossicate, una è grave, soccorsi anche tre bambini
LUCCA. Verso le 22,30 si sono fatti portare una pizza a casa. Un’ora dopo, le fiamme hanno divorato il loro appartamento. Sono morti così Maria Grazia Giorgetti, 73 anni, e il compagno Gianluca Del Papa, 65, entrambi lucchesi. Hanno perso la vita nella notte tra giovedì e venerdì 25 settembre nella palazzina Erp di via Corsica, all’angolo con via Bertini, nel quartiere di San Vito, alla periferia di Lucca.
Lei è stata trovata nel soggiorno, il corpo carbonizzato; lui in camera da letto. Un incendio, a quanto pare accidentale, ha distrutto le loro vite e messo a repentaglio quella di una 60enne che vive al secondo piano della palazzina: intossicata dal fumo è ora ricoverata in gravi condizioni a Cisanello. Ci sono altri 12 intossicati, di cui tre bambini, non in modo grave. Ora resta da stabilire che cosa abbia innescato l’incendio.
Le ipotesi
La pista su cui si lavora è quella di un incidente: un mozzicone di sigaretta, forse lasciato dalla donna, avrebbe dato origine al rogo. È un’ipotesi ma quel che è certo è che Maria Grazia fumava tanto e spesso. «Anche di notte», racconta chi la conosceva. Aveva problemi di salute e usava una bombola di ossigeno per respirare. Gli accertamenti dovranno chiarire se l’ossigeno abbia favorito la propagazione delle fiamme. Qualcuno ha parlato di un’esplosione della bombola, ma non ci sono conferme e al momento non c’è una ricostruzione definitiva.
Intanto il sostituto procuratore Laura Guidotti ha aperto un fascicolo, per ora senza indagati. I corpi sono stati trasferiti all’obitorio del Campo di Marte, dove due medici legali dell’Università di Pisa hanno eseguito l’esame esterno. Per il momento le salme restano a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La serata
La giornata di giovedì comincia con una richiesta di aiuto per Maria Grazia, agitata e poco lucida. Dopo una chiamata al Seus, il servizio di emergenza sociale, arriva un’ambulanza che l’accompagna al pronto soccorso del San Luca. Capita spesso. Nel tardo pomeriggio ritorna a casa. Fatica a camminare e in quel momento non ha la sedia a rotelle: un vicino cingalese che vive nell’appartamento accanto con la moglie e il figlio piccolo, l’aiuta a salire i pochi gradini fino a casa. Più tardi la consegna della pizza. Sembra una normale e placida notte di inizio autunno. Ma la tragedia incombe.
L’allarme
L’allarme scatta intorno alle 23,30. I vicini sentono odore di bruciato e si svegliano; quando aprono le porte, il fumo è già nella tromba delle scale. Raggiungere l’ingresso è impossibile. Flavio, che abita di fronte alle due vittime si getta dalla finestra per mettersi in salvo. Ai piani più alti gli inquilini raggiungono i balconi, cercano aria, chiamano aiuto. Tra loro c’è anche un neonato. Arrivano tre squadre dei vigili del fuoco: mentre una parte dei soccorritori affronta l’incendio nell’alloggio al piano terra, gli altri fanno uscire una dozzina di persone. Solo al termine delle operazioni vengono trovati i corpi di Maria Grazia e Gianluca.
I soccorsi e le condizioni degli intossicati
Al secondo piano vive la donna di sessant’anni ora in gravi condizioni. I vigili del fuoco la raggiungono e la portano all’esterno priva di coscienza, con il volto annerito dal fumo. I sanitari tentano di rianimarla per diversi minuti. Dopo il passaggio dal pronto soccorso di Lucca viene trasferita a Cisanello. Oltre ai due morti e alla donna, il 118 segnala altri dodici accessi ai pronto soccorso di Lucca, Versilia e Pisa, tra codici gialli e verdi. Sul posto operano nove mezzi di soccorso; viene allertato anche il coordinamento regionale delle maxiemergenze. Ora resta un’altra urgenza: trovare un tetto a chi è uscito vivo dalla palazzina. Il Comune ha censito 16 sfollati: dieci saranno accolti in una villa comunale, mentre sei dai parenti. È il conto della notte di San Vito.
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