Il Tirreno

Toscana

Diritti

In Toscana è legge il social freezing: tempo in più per la maternità – Chi potrà fare richiesta

di Libero Red Dolce
I consiglieri Pd festeggiano l'approvazione della legge
I consiglieri Pd festeggiano l'approvazione della legge

Stanziati 550mila euro, la misura è rivolta alle donne fra 25 e 39 anni. Mazzeo: «La destra si occupa delle gonne delle donne, noi diamo loro una possibilità in più»

4 MINUTI DI LETTURA





Prima il diritto a non rinunciare alla maternità per il costo del nido, poi quello di scegliere sul fine vita, ora la possibilità di congelare gli ovociti anche quando non c’è una patologia. La Toscana aggiunge un altro tassello alla sua legislazione sui diritti e sull’accesso alle scelte individuali: il Consiglio regionale ha approvato la legge sul social freezing, introducendo un contributo pubblico fino a 3mila euro per le donne che scelgono di preservare la propria fertilità.

La nuova legge fa però un passo ulteriore: non si limita a disciplinare la prestazione, ma interviene sul suo costo, cercando di rendere accessibile il percorso anche alle donne che non potrebbero sostenerlo economicamente. Il provvedimento è stato approvato a maggioranza, con l’astensione della presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi e la non partecipazione al voto di Irene Galletti (M5s).

Cosa prevede

La legge, composta da quattro articoli, prevede un sostegno economico una tantum erogato attraverso le aziende sanitarie locali. Potranno accedervi le donne tra i 25 e i 39 anni, residenti in Toscana da almeno un anno e con un Isee familiare non superiore a 30mila euro. In caso di domande superiori alle risorse disponibili, la priorità sarà assegnata alle richiedenti con l’Isee più basso; a parità di Isee prevarrà la maggiore età anagrafica. Le beneficiarie potranno utilizzare il contributo nelle strutture pubbliche o nei centri privati convenzionati individuati dalle Asl.

Le risorse ammontano a 50mila euro per il 2026 e 250mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028, per complessivi 550mila euro. Considerando il tetto massimo di 3mila euro a persona, lo stanziamento consentirebbe teoricamente di finanziare 16 procedure nel 2026 e 83 all’anno nel 2027 e nel 2028, per un massimo di circa 183 contributi nel triennio. Il numero effettivo potrà essere maggiore qualora il contributo medio riconosciuto sia inferiore al tetto massimo.

Il contributo potrà coprire le spese della crioconservazione degli ovociti, dei farmaci necessari alla stimolazione ovarica e, quando previsto, della ripetizione del percorso. Il costo standardizzato della procedura si aggira intorno ai 1.500 euro, mentre i farmaci possono aggiungere circa 1.600-1.700 euro, con variazioni legate anche al numero di tentativi. A questo si aggiungono circa 200 euro all’anno per la conservazione degli ovociti.

Il punto politico e sociale della misura sta proprio qui: trasformare una possibilità tecnica in un’opportunità meno dipendente dal reddito. Il social freezing non riguarda infatti una donna che deve preservare la fertilità perché una malattia o una terapia rischia di comprometterla, ma chi sceglie di rinviare la maternità e vuole conservare una possibilità riproduttiva futura. In Toscana, per le indicazioni cliniche già previste, la crioconservazione è invece assicurata dal Servizio sanitario regionale secondo criteri sanitari specifici.

Il contesto

È un tema che si inserisce in un Paese nel quale la maternità arriva sempre più tardi e i figli sono sempre meno. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2025 in Italia sono nati circa 355mila bambini, il 3,9% in meno rispetto all’anno precedente.

Il congelamento degli ovociti non può naturalmente risolvere da solo il problema della denatalità: il rinvio della maternità è legato anche a precarietà lavorativa, costo delle abitazioni, servizi e difficoltà di conciliazione. È però uno strumento che interviene su una delle conseguenze del rinvio della maternità, eliminando almeno in parte la barriera economica.

«La destra si occupa delle gonne delle donne, noi diamo loro una possibilità in più», ha dichiarato Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale del Pd. «Non decidiamo noi quale scelta debba fare una donna. Creiamo le condizioni perché possa essere più libera di farla». Per Emiliano Fossi, segretario regionale del Pd, «con l’approvazione della misura sul social freezing abbattiamo una pesante barriera economica».

«Oggi la Toscana raggiunge un traguardo importante sul terreno dell’equità e della libertà di scelta delle donne», ha detto Andrea Vannucci, consigliere regionale Pd e primo firmatario della legge. Il presidente della Regione Eugenio Giani ha salutato l’approvazione come un «ulteriore passo avanti del campo largo in Toscana». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Le arriva una bolletta del gas da 12mila euro, ma la casa era vuota: il tribunale annulla il pagamento

di Ivan Zambelli