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Ets, quattro Paesi chiedono un cambio di passo all’UE

di Maurizio Campogiani

	Un momento dell'incontro
Un momento dell'incontro

Incontro tra i rappresentanti del settore trasporti dei governi italiano, maltese, cipriota e greco

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Parte un fronte, tutto mediterraneo, per chiedere all’Unione Europea un cambio di passo sulle politiche dello shipping e, in particolare, sulla revisione dell’ETS marittimo. Il cambio di passo, nello specifico, è scaturito al termine di un incontro che ha visto la partecipazione del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, della viceministra dei Trasporti di Cipro Marina Hadjimanolis, del ministro greco delle Infrastrutture e dei Trasporti Vasilis Kikilias e del ministro maltese dei Trasporti e delle Infrastrutture Chris Bonett. Nello specifico, Grecia, Cipro e Malta a Limassol hanno condiviso con l’Italia la necessità di rafforzare il coordinamento tra i Paesi mediterranei e di costruire una posizione comune in vista delle prossime discussioni europee e internazionali sulla competitività dello shipping e sulla decarbonizzazione.

«Sul futuro dello shipping europeo il Mediterraneo deve far sentire la propria voce – ha detto Rixi – non possiamo accettare che regole pensate per accelerare la decarbonizzazione finiscano per spostare traffici, investimenti e competitività fuori dall’Europa. Italia, Grecia, Cipro e Malta hanno una responsabilità comune e oggi rafforzano un fronte che deve contare nelle scelte dell’Unione».

«Per l’Italia – si legge in una nota diffusa dal MIT – la revisione dell’ETS deve garantire un reale equilibrio tra obiettivi ambientali e competitività del sistema marittimo europeo, con particolare attenzione ai porti mediterranei, al transhipment, al cabotaggio, ai collegamenti insulari e al trasporto marittimo regionale. L’estensione del sistema alle navi tra 400 e 5.000 GT rischia inoltre di produrre nuovi costi proprio sui segmenti più esposti. Il confronto punta a trasformare la convergenza tra i quattro Paesi in una strategia politica comune, capace di incidere nel Consiglio Ue e di dialogare anche con gli Stati marittimi extraeuropei che hanno un peso decisivo nei negoziati IMO. Il documento preparatorio sottolinea infatti la necessità di superare una logica esclusivamente europea e di costruire alleanze più ampie per arrivare a un accordo globale.

«Non possiamo chiedere alle nostre imprese – conclude il vice ministro Rixi - di competere con una mano legata dietro la schiena. Il Mediterraneo non può essere considerato una periferia dell’Europa quando si parla di commercio, porti e sicurezza economica. È una delle sue principali porte d’ingresso e una componente strategica della sua competitività. Per questo Italia, Grecia, Cipro e Malta devono stare insieme e far pesare questa posizione a Bruxelles e all’IMO».

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