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La tragedia

Savona, bagnino si tuffa per salvare una coppia in mare: muore insieme all’uomo

di Redazione web

	La Guardia costiera (foto d'archivio)
La Guardia costiera (foto d'archivio)

È successo ad Andora. Riuscito a riportare a riva la moglie, il bagnino ha perso la vita insieme a un turista di 66 anni

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ANDORA. Tragedia davanti alla spiaggia di Andora, nel Savonese. Un bagnino di 62 anni, Fabrizio Valente, e un uomo di 66 anni hanno perso la vita durante un intervento di soccorso.

L'allarme è scattato poco prima delle 11 di martedì 25 agosto, quando una coppia che si trovava in acqua ha iniziato a trovarsi in difficoltà. Il bagnino si è immediatamente tuffato per raggiungere i due.

Prima il salvataggio della donna

Il primo intervento è andato a buon fine. Il bagnino è infatti riuscito a raggiungere la donna e a riportarla sulla spiaggia, dove è arrivata in condizioni che non desterebbero particolari preoccupazioni.

Ma in acqua c'era ancora il marito: Valente ha quindi deciso di tornare in mare nel tentativo di soccorrerlo.

Il secondo intervento finisce in tragedia

Durante il tentativo di raggiungere e riportare a riva l'uomo, però, qualcosa è andato storto. Il bagnino e il 66enne non sono più riusciti a tornare a riva e sono morti nonostante l'intervento dei soccorritori.

Secondo una prima ipotesi, ancora al vaglio degli accertamenti, il bagnino potrebbe aver accusato un malore dopo lo sforzo compiuto durante il soccorso.

I soccorsi e gli accertamenti 

Sul posto sono intervenuti i sanitari della Croce Bianca, la Guardia Costiera, impegnata negli accertamenti e nei rilievi, e la polizia locale, arrivata a supporto delle operazioni. Per il bagnino e per il turista di 66 anni non c'è stato nulla da fare. Gli accertamenti sono ora in corso per ricostruire nel dettaglio la sequenza dei fatti e chiarire con precisione le cause della doppia tragedia avvenuta nelle acque di Andora.

«È un eroe»

«Fabrizio Valente è un eroe. Ha salvato una vita e ha sacrificato la propria per salvarne un'altra». Questo il commento di Paolo Barelli, presidente della Federazione Italiana Nuoto e Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, commentando la notizia della morte del bagnino intervenuto ad Andora per soccorrere due persone in difficoltà, una delle quali deceduta. «Esprimo profondo cordoglio per la morte dell'assistente bagnanti Fabrizio Valente che ha perso la vita nelle acque di Andora, nel savonese, durante il soccorso di due persone in difficoltà - afferma Barelli in una nota - Formatosi presso la Federazione Italiana Nuoto nel 1986 e tesserato Fin fino al 2024, ha attraversato quasi quarant'anni di storia del Salvamento federale, condividendone i principi di preparazione, prevenzione e tutela della vita umana».

«Secondo le prime ricostruzioni, l'assistente bagnanti è intervenuto in mare riuscendo a trarre in salvo una prima persona, una donna. Dopo averla ricondotta a riva, è tornato in acqua per raggiungere il secondo bagnante, il marito della persona dapprima salvata. Un gesto dettato da uno straordinario senso del dovere che, tragicamente, gli è costato la vita. Oggi una persona è viva grazie alla preparazione e al coraggio di un assistente bagnanti. Dopo un primo, estenuante soccorso, avrebbe probabilmente avrebbe potuto/dovuto fermarsi e recuperare le energie», sostiene Barelli, ricordando che «l'assistente bagnanti non è una semplice presenza sulle nostre spiagge, è un professionista della sicurezza, formato per prevenire, vigilare e intervenire quando pochi istanti possono separare il pericolo dalla tragedia. Dietro ogni salvataggio vi sono preparazione, addestramento, lucidità e responsabilità, dietro ogni giornata senza incidenti vi è spesso un silenzioso e prezioso lavoro di prevenzione».

«Oggi, però, prima di ogni considerazione viene il rispetto per un uomo che ha salvato una vita e ha sacrificato la propria tentando di salvarne un'altra. Per questo mi rivolgerò al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché il gesto di Fabrizio Valente possa essere considerato ai fini del conferimento della Medaglia al Valor Civile. Alla famiglia e ai suoi cari giunga l'abbraccio della Federazione Italiana Nuoto e dell'intero movimento del Salvamento».

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