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Pensioni fai da te, le nuove regole: ecco la guida – Cosa c’è da sapere

di Luca D’Onofrio
Pensioni fai da te, le nuove regole: ecco la guida – Cosa c’è da sapere

Dalla maggiore deducibilità dei versamenti alla gestione dei risparmi e alla possibilità di trasferire la posizione maturata: le nuove disposizioni rendono ancora più importante conoscere costi, vantaggi e conseguenze delle proprie scelte previdenziali

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Fondi di previdenza complementare: le novità del 2026, cambiamenti e opportunità da conoscere. Di fronte alle riforme previdenziali e alle nuove regole sull’adesione automatica e la portabilità, l’informazione e la trasparenza diventano strumenti indispensabili per tutelare i risparmi dei lavoratori. Il 2026 si conferma un anno di svolta determinante per l’architettura previdenziale italiana.

Le disposizioni introdotte dalla legge di Bilancio e i relativi decreti attuativi hanno apportato modifiche sostanziali alla disciplina della previdenza integrativa, ridefinendo le dinamiche di adesione, investimento e gestione dei risparmi. Tuttavia, il successo di queste misure e la reale tutela delle lavoratrici e dei lavoratori non dipenderanno unicamente dagli automatismi legislativi, ma da un fattore ben più profondo: la capacità di fare un’adeguata educazione finanziaria e garantire un’informazione trasparente e capillare all’interno dei luoghi di lavoro.

Il contesto: un po’ di storia

Per comprendere appieno la portata delle trasformazioni in atto, è indispensabile ripercorrere brevemente le tappe che hanno ridefinito il sistema pensionistico del nostro Paese. Tutto ha inizio nell’ultimo decennio del secolo scorso con il decreto legislativo n. 124 del 1993, che segna la nascita ufficiale della previdenza complementare e l’istituzione della Covip, l’autorità di vigilanza chiamata a garantire la trasparenza e la solidità delle forme pensionistiche integrative.

Pochi anni dopo, nel 1995, la celebre Riforma Dini impone una svolta epocale con il passaggio al sistema contributivo puro. Basato sul principio stringente secondo cui l’assegno futuro è direttamente proporzionale ai contributi effettivamente versati, il nuovo modello rende evidente la necessità strutturale di affiancare alla pensione pubblica un secondo pilastro di protezione.

Un ulteriore tassello fondamentale viene posizionato con il decreto legislativo n. 252 del 2005, che disciplina la destinazione del trattamento di fine rapporto (Tfr) verso la previdenza complementare e introduce il meccanismo del silenzio-assenso nei sessanta giorni dall’assunzione.

Le novità dal primo luglio 2026

Arrivando al quadro odierno, a partire dal 1° luglio 2026 si sono delineate novità di assoluto rilievo che toccano da vicino le scelte economiche dei lavoratori.

Tra i provvedimenti di maggior impatto spicca l’innalzamento del beneficio fiscale, con la soglia massima di deducibilità dei versamenti a carico del lavoratore e del datore di lavoro che sale a 5.300 euro annui, offrendo un incentivo al risparmio ancora più consistente rispetto al passato.

Per le nuove assunzioni scatta inoltre il meccanismo dell’adesione automatica, attraverso il quale il Tfr e i contributi previsti dai contratti collettivi nazionali di Lavoro vengono devoluti direttamente al fondo pensione di riferimento del comparto. I neoassunti mantengono comunque una finestra di sessanta giorni per manifestare l’eventuale volontà contraria e trattenere il Tfr presso il datore di lavoro o il Fondo di tesoreria Inps.

Nei casi in cui manchi un accordo contrattuale specifico, la scelta ricade su un fondo residuale individuato a livello nazionale, funzione attualmente svolta dal fondo pensione Cometa per il settore metalmeccanico e affini.

Parallelamente, la gestione delle risorse si fa più moderna grazie all’introduzione generalizzata dei modelli di investimento “life-cycle” (ciclo di vita) . Questi meccanismi modulano automaticamente il profilo di rischio dell’iscritto in funzione della sua età e della vicinanza alla pensione: le posizioni dei lavoratori più giovani vengono orientate verso comparti a più elevata componente azionaria per massimizzare la crescita nel lungo periodo, per poi spostarsi progressivamente verso gestioni più prudenti e obbligazionarie al campo di arrivo della carriera lavorativa.

La data

La vera prova del nove per l’intero settore si giocherà tuttavia a partire dal prossimo 31 ottobre, data in cui scatterà la completa e libera portabilità della posizione individuale maturata da un fondo negoziale chiuso verso un fondo aperto o una forma individuale.

È proprio in questo passaggio che l’informazione corretta e l’alfabetizzazione finanziaria assumono un ruolo salvavita per le tasche dei lavoratori. Esiste infatti una differenza sostanziale tra le diverse tipologie di forme pensionistiche. I fondi pensione negoziali o chiusi nascono dall’accordo contrattuale tra sindacati e associazioni datoriali; presentano una natura strettamente associativa e no-profit, il che garantisce costi di gestione estremamente contenuti e restituisce al lavoratore l’importante beneficio del contributo aggiuntivo a carico del datore di lavoro.

Al contrario, i fondi aperti e i Piani individuali pensionistici (Pip) sono promossi da banche, compagnie di assicurazione e società di gestione del risparmio: pur offrendo soluzioni di investimento diversificate, sono strutture a finalità commerciale che sostengono elevati costi di rete e di intermediazione, i quali finiscono inevitabilmente per gravare sul rendimento finale del risparmiatore. Senza una chiara consapevolezza del funzionamento di questi strumenti, il rischio è che molti lavoratori cedano a proposte commerciali all’apparenza allettanti ma nei fatti penalizzanti a causa dei maggiori costi di gestione.

In questa fase delicata, la legge stabilisce in capo ai datori di lavoro un preciso obbligo informativo. Ma un ruolo altrettanto decisivo dovrà essere svolto dai sindacati e dalle rappresentanze dei lavoratori, chiamate a tutelare la solidità del sistema dei fondi negoziali e a guidare i cittadini verso scelte di risparmio informate, previdenti e realmente vantaggiose per il proprio futuro.

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