Fisco
Clima “pazzo”, la vendemmia anticipata: al via in tutta la Toscana
Taglio alle rese: la Regione accoglie la richiesta dei consorzi
Vendemmia anticipata almeno di dieci giorni anche in Toscana. Il caldo record di quest’estate ha accorciato i tempi in tutta Italia, nessuna regione esclusa, compreso Veneto e Trentino Alto Adige. In Franciacorta, regione vocata allo spumante classico italiano, la raccolta dell’uva è iniziata l’ultimo giorno di luglio, la vendemmia più anticipata di sempre, mentre in Sicilia, qualche giorno prima ha preso avvio la cosiddetta raccolta “dei 100 giorni”, partita dalla zona più occidentale dell’isola per finire a nord-est e sulle alture dell’Etna.
In Toscana, dal Chianti alla costa, la raccolta è stata anticipata di una decina di giorni in media, fino a due settimane. Lo start è arrivato i primi giorni d’agosto. L’anticipo ovviamente è sui bianchi da bolla, chardonnay e manseng, e sul vermentino. Ma anche sul rosso destinato ai rosé. Dice Francesco Mazzei, presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana: «Abbiamo anticipato la raccolta delle uve bianche e di altri vitigni precoci. La qualità è buona, perché nonostante il caldo record c’è una bella riserva d’acqua grazie alle piogge invernali. L’unica preoccupazione è legata al meteo delle prossime settimane: se dovesse grandinare, allora lo scenario cambierebbe rapidamente».
Anticipo ma a macchia di leopardo nell’interno. «I rossi sono in linea – commenta Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti – La raccolta del sangiovese è anticipata solo in alcune zone per il rosé».
Anche a Bolgheri «anticipata la raccolta delle uve bianche, mentre per i grandi rossi – dice Daniele Parri, direttore del Consorzio per la tutela dei Vini Doc Bolgheri e Bolgheri Sassicaia – i tempi sono regolari».
Flavio Nuti, patron insieme al fratello Luca della Cantina La Regola, a Riparbella (nella Bassa Val di Cecina) ha iniziato la raccolta il 4 agosto. «Abbiamo anticipato una decina di giorni – dice il produttore – con le uve bianche per gli spumanti, che noi produciamo. Le uve sono molto belle, a maturazione, il caldo non ha dato problemi; l’incognita è il meteo delle prossime settimane: per concludere al meglio quest’annata avremmo bisogno di un po’ di pioggia rinfrescante».
Ma oltre alla precocità della raccolta, c’è un’altra novità importante nella vendemmia toscana 2026: è la riduzione delle rese decisa dalla Regione Toscana con una delibera che ha accolto le richieste dei maggiori Consorzi di tutela. Una riduzione del 20 per cento sia per l’Igt che per le produzioni Doc. «Una misura importante – commenta Nuti – soprattutto per il vino “da taglio”, perché le aziende di qualità hanno già rese molto basse. Misura che dovrebbe essere estesa in tutta Italia: è l’unico modo per far fronte alle giacenze; altrimenti si deve pensare all’espianto, come ci insegnano i francesi».
La Giunta regionale toscana ha approvato il 4 agosto le delibere riguardanti la riduzione delle rese produttive per la vendemmia 2026, accogliendo le richieste formulate dai Consorzi di tutela del Brunello di Montalcino Docg, del Chianti Docg, del Chianti Classico Docg e della Toscana Igt. Per le denominazioni Brunello di Montalcino, Chianti e Chianti Classico sono stati inoltre adottati i provvedimenti relativi alla «destinazione degli eventuali esuberi di produzione della campagna». Le deliberazioni, afferma l’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Marras, «consentono di adeguare il potenziale produttivo all’effettiva capacità di assorbimento dei mercati, gestire gli eventuali esuberi secondo le modalità previste dalla normativa e contribuire alla sostenibilità economica delle imprese, alla tenuta dei prezzi e al continuo miglioramento qualitativo delle produzioni vitivinicole. Questi provvedimenti rappresentano molto più di una misura tecnica, esprimono una precisa idea di politica vitivinicola. La Toscana non aspetta che siano gli eventi a decidere il futuro del proprio vino, li anticipa, li interpreta e li governa insieme ai Consorzi di tutela e all’intera filiera. Per questo utilizziamo tutti gli strumenti che il legislatore mette a disposizione».
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