Il Tirreno

Toscana

L’analisi

Terremoto in Toscana, perché quello di Pisa è un evento raro: da dove è nata la scossa, le zone a rischio e un nuovo record

di Tommaso Silvi

	A sinistra le fasce di rischio sismico in Toscana; a destra i terremoti più forti in regione 
A sinistra le fasce di rischio sismico in Toscana; a destra i terremoti più forti in regione 

Dalle faglie attive dell’Appennino alle aree costiere, ecco cosa dicono i dati ufficiali sulla pericolosità sismica della regione e sulla sua storia di terremoti significativi

4 MINUTI DI LETTURA





La scossa di magnitudo 4.3 del 4 agosto 2026, registrata a sud‑ovest di Pisa – con una seconda scossa di magnitudo tra 3.2 alle 13.05 –, ha riportato l’attenzione sulla sismicità toscana. Un territorio che, pur non essendo tra i più pericolosi d’Italia, presenta faglie attive, aree a rischio elevato e una storia sismica complessa, documentata dai principali archivi nazionali.

Le faglie attive in Toscana

Secondo l’INGV (Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ndr), la sismicità toscana è governata da due grandi sistemi di faglie:

  • Le faglie dell’Appennino settentrionale

Strutture estensionali che attraversano Garfagnana, Lunigiana, Mugello, Val Tiberina. Sono responsabili dei terremoti più forti della storia regionale. L’area è classificata a pericolosità sismica elevata dalla mappa nazionale.

  • Le faglie trasversali delle Alpi Apuane

Collegate ai terremoti della Lunigiana e dell’area di Massa‑Carrara. Gli esperti le descrivono come «strutture che corrono lungo il bordo settentrionale delle Alpi Apuane», capaci di generare eventi anche significativi.

  • Le faglie costiere tra Pisa e Livorno

Faglie attive localizzate sotto il mare, davanti alla costa pisana e livornese. Sono quelle che, secondo INGV, potrebbero aver generato la scossa del 4 agosto 2026. L’area è caratterizzata da sismicità prevalentemente costiera, con eventi distribuiti lungo la fascia Pisa‑Livorno.

Le zone a rischio sismico in Toscana

La Toscana presenta una pericolosità molto variabile. Le aree più esposte, secondo INGV e Regione Toscana, sono:

Zone a rischio elevato

  • Garfagnana e Lunigiana

- Epicentro del devastante terremoto del 7 settembre 1920 (Magnitudo 6.5).

- Storicamente la zona più pericolosa dell’intero Appennino settentrionale.

  • Massa‑Carrara / Fosdinovo

- Area classificata ad alta pericolosità dalla MPS04.

- Colpita da eventi significativi nel 1767 (Magnitudo 5.3), 1887 (M 5.9), 1995 (M 5.0) e 2013 (M 5.1).

Zone a rischio medio

  • Mugello

- Storicamente attivo, con terremoti distruttivi nel 1919 (Magnitudo 6.4).

- Classificato a pericolosità medio‑alta.

  • Val di Cecina – Castelnuovo Val di Cecina

- Area con sismicità strumentale frequente (L’ultimo terremoto di magnitudo 3.0 il 6 aprile 2026).

Zone a rischio moderato

  • Pisa – Livorno – Costa occidentale

Pericolosità sismica media, secondo INGV. In passato non risultano terremoti forti nell’area immediatamente pisana, eccetto quello storico di Orciano Pisano del 1846 (Magnitudo 6.0).

Da quanto tempo non si registrava un terremoto così forte in Toscana?

Per rispondere, occorre incrociare i dati INGV e Regione Toscana. L’ultimo terremoto di magnitudo 4 in Toscana prima del 4 agosto 2026 è quello del 26 marzo 2026 con epicentro a Pistoia (Magnitudo 4.1). Epicentro 7 km a nord della città. Si tratta anche dell’unico evento di magnitudo uguale o superiore a 4 registrato in Toscana nel 2026 prima della scossa di Pisa.

In provincia di Pisa

INGV conferma che non risultano terremoti uguali o superiori a magnitudo 4 nella provincia di Pisa dal 1985 a oggi, prima del 4 agosto 2026. L’evento del 4 agosto 2026 (ML 4.3) è quindi il più forte registrato nell’area pisana in epoca moderna.

Di seguito gli eventi forti nella regione negli ultimi decenni:

  • 2013 – Lunigiana (Magnitudo 5.1)
  • 1995 – Fosdinovo (Magnitudo 5.0)
  • 1920 – Garfagnana (Magnitudo 6.5)
  • 1846 – Orciano Pisano (Magnitudo 6.0)

La scossa del 4 agosto 2026 è dunque il terremoto più forte registrato in Toscana nel 2026 e il più intenso nella provincia di Pisa da oltre un secolo e mezzo.

Perché la scossa del 4 agosto è stata avvertita così lontano?

Secondo gli esperti il terremoto del 4 agosto 2026 è stato percepito fino a Firenze, La Spezia, Genova e Bologna perché:

  • la magnitudo è “abbastanza importante”;
  • la profondità (8 km) ha favorito la propagazione delle onde;
  • la struttura geologica dell’area costiera amplifica la trasmissione del segnale.

Una regione complessa

La Toscana non è tra le regioni più sismiche d’Italia, ma presenta faglie attive, aree a rischio elevato e una storia sismica significativa. La scossa del 4 agosto 2026 ricorda che anche le zone a pericolosità “media”, come la costa pisana, possono generare eventi rilevanti. La prevenzione – come dimostrano gli interventi post‑1995 in Lunigiana – resta la chiave per ridurre i danni e aumentare la resilienza del territorio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

🔴 In aggiornamento
La terra trema

Terremoto in Toscana: magnitudo 4.3 nel Pisano. Treni in tilt, nuova scossa alle 13,04 – La diretta

di Redazione web

Le testimonianze / 2

Terremoto in Toscana, gente in strada a Livorno: "Sentito benissimo"