Gli effetti del conflitto
Carburanti, accise e scadenza del 1° maggio 2026: cosa succede ai prezzi di benzina e gasolio se non scatta la proroga – Gli scenari e il dato (clamoroso)
Il ministro Adolfo Urso: «Siamo in campo, chiediamo all’Europa di fornirci gli strumenti, di liberarci da lacci e lacciuoli che oggi ci ci impediscono di agire come dovremmo in tempo»
ROMA. Ultima settimana di riduzione delle accise sui carburanti. Il 1 Maggio scade il taglio di 24,4 centesimi al litro e, al momento, non è prevista una proroga. Il taglio è costato, dal 19 marzo, quasi un miliardo di euro.
I prezzi
E sull’argomento è intervenuta l’Aduc (Associazione Utenti e Consumatori): «Nel caso il governo riterrà sia questa la politica da seguire, chissà quali altre voci di spesa ridurranno per prendere i soldi. Visto che di aumento del debito pubblico sarà difficile se ne parli, dopo la figuraccia dello sforamento del 3% per non aver rispettato i limiti del Patto di Stabilità (fantascienza quella di chi dice che “allora si esce da soli e si fa da noi”). Gli effetti di questa riduzione ci sono stati. Con l’aumento, rispetto ai prezzi di oggi, la benzina arriverebbe a 1,981 euro, mentre il gasolio a 2,307 euro al litro».
«In una media europea – benzina verde – di 1,890. Il gasolio, invece, a 2.065 al litro, oggi è vicino alla media europea, ma senza lo sconto andrebbe oltre 2,3 euro al litro. Il prezzo del barile rimane alto, 105 dollari», stimano dall’associazione.
«Scaduto lo sconto sulle accise – proseguono –, i prezzi aumenteranno subito, per i carburanti e per ogni prodotto o servizio di mercato. Anche oltre il ricarico del mancato sconto. Se ci sarà una proroga o qualche nuovo sconto, ci sarà applicazione solo in parte».
Il ministro
«Non anticipo mai i provvedimenti, abbiamo due riunioni del Consiglio dei Ministri, uno nella giornata di domani, un altro il giorno 30 e in quella sede valuteremo cosa fare sul fronte dell’energia. Nel frattempo stiamo lavorando in sede europea, l’energia è la linea del fronte» ma vi sono altri problemi «se dovesse perdurare il blocco dello stretto di Hormuz, come quelli dell’approvvigionamento di alcune materie prime e critiche fondamentali. Siamo in campo, chiediamo all’Europa di fornirci gli strumenti, di liberarci da lacci e lacciuoli che oggi ci ci impediscono di agire come dovremmo in tempo con e con le modalità necessarie a fronteggiare quella che è evidente a tutti è una grande emergenza».
Così il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso a margine della presentazione di Samoter al Senato, sulla possibile proroga del taglio delle accise che al momento scade il primo maggio.
