Sant’Anna di Stazzema, Elly Schlein: «Il 25 Aprile è divisivo per chi ha nostalgia degli oppressori»
La leader dem ha tenuto l’orazione: «La minaccia dei rigurgiti fascisti non è mai sopita, non solo tra i nostalgici ma anche in modo indiretto»
STAZZEMA. Ieri, 25 aprile, è come se ci fosse stata anche Evelina Berretti, che la mattina del 12 agosto 1944 stava aspettando la levatrice, il corpo in preda al dolore gioioso del parto. Ed è come se ci fossero state Bianca Tucci con i suoi otto figli, Genny Bibolotti Marsili che, ferita, trovò il coraggio di sfilarsi uno zoccolo di legno per lanciarlo con forza sul volto del soldato tedesco e salvare suo figlio, e Anna Pardini, di 20 giorni appena.
Le si potevano sentire nel vento primaverile, apparivano sui volti dei familiari e dei superstiti che ieri erano a Sant’Anna di Stazzema, quasi 82 anni dopo la strage del 12 agosto 1944 compiuta dai nazifascisti. 560 le vittime, tra cui Evelina, Bianca, Genny e Anna: le ha ricordate la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein, invitata dal sindaco di Sant’Anna di Stazzema, Maurizio Verona, per tenere l’orazione ufficiale durante la commemorazione del 25 Aprile in uno dei luoghi dove la memoria della Resistenza partigiana è più forte.
«Evviva l’Italia antifascista», esordisce Schlein davanti a decine di persone con il tricolore al collo e le maniche corte. «Il 25 Aprile – sottolinea la leader Pd – è davvero il momento fondativo della Repubblica italiana. Ecco perché la Festa della Liberazione non può che essere un momento condiviso, di coesione, un momento che rende più coesa e forte la nostra comunità nazionale. Il 25 Aprile non è divisivo, può esserlo solo per chi ha nostalgia degli oppressori o li vuole equiparare ai liberatori e noi non possiamo accettarlo». Soprattutto il 25 Aprile diventa impegno, scelta individuale. «Dobbiamo riflettere su di noi, essere all’altezza – dice Schlein – combattere le piccole ingiustizie senza mai voltarsi, coltivando giorno per giorno il fiore della memoria, l’anticorpo migliore contro gli orrori del passato».
Perché, prosegue la segretaria Pd, «la minaccia dei rigurgiti fascisti non è mai sopita non solo tra i nostalgici, ma anche in modo indiretto: cambia pelle, prova a tornare ogni volta che qualcuno tace davanti a un insulto, a una violenza o a una prevaricazione, o con l’indifferenza istituzionale davanti a chi muore nel Mediterraneo per sfuggire alla povertà, mentre il loro torturatore viene portato in Libia con un volo di Stato. Solo nelle ultime settimane – continua Schlein – è stata scoperta una rete di neonazisti giovanissimi; per questo la memoria è una forma di responsabilità verso chi verrà: ogni ragazzo che viene qui porterà con sé un peso sul cuore, ma anche la promessa che non dimenticheremo. La disumanità della strage di Sant’Anna la si ritrova nelle guerre in Iran, a Gaza o in Ucraina e in Sudan, riemerge dalle ombre come tentativo di riscrivere i confini con la forza, nel bellicismo imperialista. Si cavalcano le paura, si soffia sul rancore offrendo qualcosa di più semplice, un capro espiatorio su cui riversare la frustrazione per ciò che non va. I nazionalismi hanno prodotto la guerra e sono tornati a portarla. Noi non ci stiamo, non accetteremo legge del più ricco e del più forte». Non solo. «Viviamo un tempo – sottolinea Schlein – in cui l’agorà delle comunicazioni è intrisa di odio, manipolazione. Servono regole chiare, trasparenza negli algoritmi online che alimentano le espressioni più radicali».
E poi, dice Schlein rivolgendosi al sindaco Verona, «porteremo avanti l'impegno per quella proposta di legge che è nata proprio qui e con 250mila firme andrà avanti contro la propaganda fascista e nazista, contro quei simboli che troppo spesso vengono sottovalutati. Il fascismo non è un’opinione, è un crimine, e le organizzazioni che vi si ispirano vanno sciolte».
Il 25 Aprile rivive nella Costituzione. «Non dobbiamo fare l’errore – invita la leader Pd – di darla per scontata. La democrazia è sotto attacco non solo da parte delle dittature, ma anche da parte delle democrazie illiberali che la rendono un guscio vuoto criminalizzando il dissenso e aumentando le diseguaglianze».
Ad ascoltare ci sono tanti giovani, anche bambini, oltre a cittadini, associazioni, istituzioni. «Senza memoria – dice il sindaco Verona – non c’è democrazia, ma senza scelta è una memoria vuota. Ogni anno qualcuno parla di pacificazione, ma non si può mettere sullo stesso piano i partigiani e chi ha combattuto nella Repubblica di Salò. Essere a Sant'Anna è una scelta che ha un valore politico e morale. Per questo pesa, ormai da qualche anno, una significativa assenza del governo. La presenza del governo è un atto di riconoscimento, invece troppo spesso c’è un oblio colpevole».
Il presidente della Regione, Eugenio Giani, cita invece il Pegaso alato, simbolo della Toscana e della libertà che la anima: «Quei morti ingiustamente sono il dna della Regione Toscana». Poi, dopo la deposizione della corona d’alloro, tutti – dai 90 ai cinque anni – hanno intonato Bella Ciao. Evviva l’Italia antifascista.
