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Vespa, a Pontedera il più grande museo di moto in Italia e tra i primi in Europa

di Luca Leggerini
Vespa, a Pontedera il più grande museo di moto in Italia e tra i primi in Europa

Oltre 350 pezzi esposti e cinque collezioni permanenti

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PONTEDERA. Più di 350 pezzi esposti su un’area di quasi 5000 metri quadrati. Cinque collezioni permanenti e 340 metri quadrati di esposizioni temporanee, visitati ogni anno da 75mila appassionati italiani e stranieri. Sono i numeri del Museo Piaggio di Pontedera, il più grande e completo museo italiano dedicato alle due ruote.

Un gioiello nato per conservare e valorizzare il patrimonio storico di una delle più antiche imprese italiane, con l’obiettivo di ricostruire le vicende di Piaggio e del suo territorio ripercorrendo un lungo tratto di storia italiana, fatto di trasformazioni economiche, di costume e di sviluppo industriale.

Inaugurato nel 2000 negli spazi dell’ex officina attrezzeria e completamente rinnovato nel 2018, il Museo Piaggio si presenta oggi come un moderno polo espositivo che, dopo oltre vent’anni di attività e centinaia di migliaia di visitatori, continua a coniugare memoria e innovazione. Al suo interno è possibile ammirare alcuni preziosi pezzi della produzione ferroviaria e aeronautica prebellica, la ricca e ammirata collezione Vespa, la collezione dei prodotti Piaggio a due, tre e quattro ruote – tra cui ciclomotori, Ape e Porter – esempi di altre produzioni motoristiche Piaggio e la straordinaria raccolta di prodotti legati alla storia più propriamente motociclistica e sportiva dei marchi del Gruppo: Aprilia, Gilera e Moto Guzzi, i quali insieme vantano un palmarès leggendario di 104 Titoli Mondiali nelle varie specialità del motociclismo sportivo, dalle Supermoto al Motomondiale, dal Trial alla SBK. Uno degli elementi più dinamici del Museo è l’area dedicata alle esposizioni temporanee, dove si incontrano industria, arte e cultura. Nel corso degli anni questi spazi hanno ospitato opere di grandi maestri come Salvador Dalì e Pablo Picasso, oltre a protagonisti dell’arte italiana quali Amedeo Modigliani, Carlo Carrà e Giovanni Fattori. Ma il fiore all’occhiello dell’intera collezione resta la Vespa.

Dai primi prototipi come il “Paperino” MP5 del 1944 e l’MP6 del 1945 firmato da Corradino D’Ascanio, fino ai modelli diventati fenomeni culturali come la Vespa 125 del 1951 resa celebre dal cinema in Vacanze Romane, la collezione racconta l’evoluzione di un oggetto capace di attraversare generazioni e continenti. Accanto alle rarità da collezione, come la Vespa “U” prodotta in soli 7. 000 esemplari o la sportiva 90 Super Sprint, non mancano alcuni simboli della cultura giovanile italiana, come il “Vespino” 50 del 1963 e la 125 Primavera del 1967, oltre a Vespa PX 125, “replicata” da una sua versione gigante, un modello fuori scala di 4 metri di altezza in vetroresina e vernice rossa. Icone che sono ormai una parte integrante della storia contemporanea italiana. 


 

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