Il compleanno
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È l’archivio storico d’impresa tra i più importanti al mondo. Ed è anche il motivo per cui nel 1999 è nata la Fondazione Piaggio, realtà che sta diventando ente del terzo settore (Ets) dopo essere stata per tutto questo tempo una onlus. «Il cambio era necessario per legge, ma in questa maniera sarà più facile raccogliere fondi», dice il presidente Riccardo Costagliola, livornese d’origine ma pontederese d’adozione dopo aver viaggiato per lavoro attraverso Giappone, India e Cina.
Le risorse economiche sono sempre al centro di ogni ragionamento. Dei soci originari che hanno dato vita alla Fondazione – Piaggio, Provincia e Comune – effettivi sono rimasti l’azienda e l’amministrazione di Pontedera che versano ogni anno, rispettivamente, 100mila e 50mila euro. Finanziamenti fondamentali per una realtà che mette in mostra il Museo con i veicoli storici legati al mondo della Vespa (il secondo grande progetto della Fondazione) , organizzando anche concerti, convegni, appuntamenti per le scuole e tante iniziative rigorosamente gratuite.
«Siamo un centro di aggregazione culturale a livello nazionale – sottolinea il presidente – e il nostro ruolo nel campo della formazione cresce di anno in anno. Ormai siamo diventati un punto di riferimento».
Perché le visite tra i corridoi del museo sono la vetrina, ma il cuore resta l’archivio storico. «Negli edifici collegati allo stabilimento ci sono interi fabbricati pieni di documenti, immagini e materiale derivante dalla produzione della Piaggio – spiega ancora Costagliola – . Addirittura abbiamo informazioni risalenti al 1882. Un pozzo d’informazioni a cui attinge chiunque ne faccia richiesta e che documenta tutto quello che l’azienda ha realizzato nei cinque continenti. Studiosi, insegnanti, studenti, sindacalisti consultano quotidianamente il nostro archivio. E il lavoro per mantenerlo integro e aggiornato non è da poco».
La storia del sistema industriale italiano visto con gli occhi di chi ha saputo rivoluzionare il sistema della mobilità dopo la Seconda guerra mondiale. E che ha una valenza storica e tecnica probabilmente senza uguali. Con Pontedera che resta al centro di un percorso non solo produttivo e occupazionale, ma anche sociale e culturale. «È a Pontedera che la Piaggio ha acquisito la propria identità diffondendola a livello internazionale», aggiunge il presidente Costagliola. La memoria, in questo contesto, è l’elemento fondante di una storia che prosegue. Così come quella del Museo e della Fondazione Piaggio, oggi chiamati a proseguire lungo la strada dell’innovazione e dell’accoglienza dei tanti visitatori che ogni anno varcano i cancelli di viale Piaggio. Dove i cambiamenti sono in atto. Il Comune ha intenzione di rifare l’intero contesto urbano. E intanto si liberano spazi con la costruzione del nuovo Centro per l’impiego. Tutto questo, chissà, potrebbe portare a nuove evoluzioni per la maggiore attrazione turistica di Pontedera e dintorni.
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