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Referendum, oggi urne aperte fino alle 15. Poi lo spoglio. Affluenza oltre il 46%

di Redazione web

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Dalle ore 7 di lunedì 23 marzo riaperti i seggi per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia

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Alle 7 di oggi, lunedì 23 marzo, si sono riaperti i seggi per referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Alle 23 di ieri – domenica 22 marzo – è stato di 46,07% il dato nazionale definitivo dell’affluenza.

Le prossime rilevazioni saranno alle ore 15 di oggi, quando –concluse le operazioni di voto – comincerà lo spoglio.

Di seguito un breve riassunto sui punti principali del referendum.

Per cosa si vota

Le cittadine e i cittadini italiani aventi diritto al voto sono chiamati a esprimersi sul referendum popolare confermativo della legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.

È previsto un unico quesito sul quale si è chiamati a esprimersi: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?”.

Le modifiche riguardano in sintesi: l'istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici, uno per i pubblici ministeri; l'estrazione a sorte dei loro componenti e la creazione di un'Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari.

Non serve il quorum

Trattandosi di un referendum costituzionale, non è previsto il raggiungimento di alcun quorum di partecipazione per la validità. Il risultato sarà dunque valido indipendentemente dal numero di votanti: la legge sarà quindi approvata se i voti favorevoli superano quelli sfavorevoli.

Con il quorum non richiesto per la validità, l’elemento chiave della consultazione resta comunque l’affluenza alle urne, variabile imprevedibile che alcuni analisti considerano persino più decisiva del giudizio sul merito della riforma stessa.

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