Il Tirreno

Toscana

L’informativa

Scioperi nella logistica, Confetra plaude alla Commissione di Garanzia

di Maurizio Campogiani

	Carlo De Ruvo
Carlo De Ruvo

L’associazione che rappresenta le categorie imprenditoriali operanti nei settori del trasporto, della spedizione, della logistica e del deposito delle merci plaude all’ultima delibera

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Confetra, l’associazione che in Italia rappresenta le categorie imprenditoriali che operano nei settori del trasporto, della spedizione, della logistica e del deposito delle merci, valuta positivamente la recente delibera della Commissione di Garanzia Scioperi nella parte in cui riconosce che «le azioni di sciopero riguardanti il settore della logistica strumentale al trasporto merci su gomma sono soggette alla legge 146/1990, allo stesso modo in cui lo sono quelle che riguardano in maniera diretta e specifica l’attività di trasporto merci su gomma».

Per Confetra, l’aver considerato il settore della logistica come servizio pubblico essenziale comporta infatti che qualsiasi proclamazione di sciopero deve avvenire nel rispetto della legge 146/90 a partire dall’osservanza dei termini di preavviso.

«Ne deriva – si legge in una informativa l’associazione ha inviato alle imprese aderenti – che qualsiasi proclamazione di sciopero, tanto a livello aziendale quanto a livello nazionale, deve avvenire nel rispetto della stessa legge e cioè osservando il termine di preavviso, indicando le motivazioni, la durata e le modalità di attuazione dell’astensione collettiva, nonché esperendo previamente le procedure di raffreddamento e conciliazione. In considerazione di ciò, come espressamente precisato dalla Commissione, devono ritenersi superate tutte le precedenti interpretazioni volte a limitare l’applicazione della legge alle sole attività di logistica che riguardino merci considerate indispensabili per la collettività».

«La delibera della Commissione di Garanzia – commenta il presidente di Confetra, Carlo De Ruvo – rappresenta un punto di equilibrio tra la tutela, da un lato, dell’esercizio del diritto di sciopero e l’esigenza, dall’altro lato, di non penalizzare un servizio pubblico essenziale per la collettività».

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