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Portuali verso un nuovo sciopero per la pace
Usb al lavoro per promuovere una iniziativa di solidarietà contro la guerra con al centro i lavoratori portuali
Sciopero internazionale per la pace, si replica. Dopo l’iniziativa che il 6 febbraio scorso ha visto protagonisti i lavoratori portuali di quasi trenta scali marittimi in tutto il mondo, l’Usb è al lavoro per riprovarci nel mese di maggio.
A fronte dell’attuale situazione in Medio Oriente, l’organizzazione sindacale è intenzionata a riproporre la giornata internazionale di azione “I portuali non lavorano per la guerra”. Ciò, al fine di sviluppare ulteriormente azioni di solidarietà che prendano posizioni chiare e nette contro le guerre e i genocidi.
“Soprattutto ora che ci troviamo di fronte alla possibilità di un’escalation militare ancora più ampia –scrive Usb – è importante dire “no” alla guerra e all’aggressione imperialista dei governi”. “Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i popoli e i Paesi vittime di queste aggressioni”, continuano in una nota da Usb.
Ma l’organizzazione sindacale si schiera anche contro il trasferimento dei costi delle guerre sui salari insufficienti dei lavoratori e contro il taglio dei servizi pubblici essenziali di cui in Italia c’è assoluto bisogno.
“Diciamo anche no – prosegue Usb – alla militarizzazione delle infrastrutture strategiche e al loro utilizzo affinché i governi e i monopoli possano versare il sangue di altri popoli, chiudendo gli spazi di dissenso e trasformando i lavoratori portuali e delle infrastrutture chiave in bersagli di ritorsioni. Al contrario, diciamo “sì” al rafforzamento della lotta per salari migliori, condizioni di lavoro migliori, misure reali di salute e sicurezza e un accesso effettivo alle pensioni che ci consentano di godere dei frutti di una vita di lavoro”.
Di qui la decisione di mettersi subito al lavoro per fissare una nuova manifestazione a livello internazionale per il mese di maggio, anche per approfondire il dibattito con tutti quei sindacati che desiderano impegnarsi nella stessa direzione di lotta, per difendere i diritti dei portuali e dei lavoratori in generale. “Ci siamo riusciti il 6 febbraio – sottolineano dal sindacato – e siamo pronti a farlo di nuovo”.
