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Guerra in Medio Oriente: è allarme traffici portuali

di Maurizio Campogiani

	Roberto Petri
Roberto Petri

Non solo il settore commerciale, in particolare quello petrolifero, sconvolto dal blocco dello stretto di Hormuz. Crescono i timori anche per le crociere. Petri (Assoporti): «Se continua è inevitabile un notevole incremento di costi e tariffe»

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Una crisi dagli effetti imprevedibili che non mostra il minimo segnale di soluzione. Passano i giorni e la chiusura dello stretto di Hormuz, prima diretta conseguenza del conflitto in Medio Oriente, continua a preoccupare le economie di tutto il mondo.

Da quello stretto passa un quarto del petrolio commercializzato nel pianeta e le conseguenze si vedono già da due settimane, con il costo dei combustibili salito alle stelle e che continua a crescere di giorno in giorno. Non solo, alle preoccupazioni per il traffico commerciale si aggiungono adesso quelle che riguardano anche il settore delle crociere.

«Siamo di fronte – commenta Roberto Petri, neopresidente di Assoporti, l’associazione che raccoglie le sedici autorità di sistema portuale italiane – alla crisi più pesante dalla fine della Seconda guerra mondiale». Petri non nasconde la preoccupazione per quanto sta avvenendo, in particolare nel canale di Suez e nello stretto di Hormuz, completamente bloccato per il traffico marittimo.

«Quanto sta avvenendo – prosegue – ha portato quasi al dimezzamento del traffico a Suez, con ricadute non positive per i traffici marittimi e la portualità del nostro Paese. Non siamo in grado di individuare la tempistica di queste problematiche e di conseguenza i tempi lunghi giocano a nostro sfavore. La speranza è che si trovino i giusti equilibri, anche se, al momento, non avendo la palla di vetro, non siamo in grado di capire quale sarà il punto di equilibrio per il conflitto».

«La speranza – conclude il presidente di Assoporti – è che la crisi si esaurisca quanto prima, anche se non si comprende quale sia il punto di equilibrio e, oltretutto, la situazione sta influendo sia sulle merci che sulle crociere. Non è ancora possibile individuare quali potranno essere le ricadute economiche complessive, visto che siamo ai primi giorni. Inevitabile che si vada incontro ad un aumento di costi e tariffe, anche se al momento non si è in grado di fare la minima quantificazione. Bisogna solo sperare che tutto termini il prima possibile».

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