Assegno unico, “sorpresa” nei pagamenti di marzo: perché l’importo può cambiare
In alcuni casi sarà più alto, in altri più basso: vi spieghiamo perché e a cosa è necessario stare attenti
I pagamenti dell’assegno unico e universale per i figli relativi al mese di marzo arriveranno tra giovedì 19 e venerdì 20. Per alcune famiglie l’accredito potrebbe arrivare con qualche giorno di ritardo rispetto al solito, soprattutto per chi ha presentato la domanda solo nel corso dell’ultimo mese (comunque entro il 31 marzo).
L’importo che verrà ricevuto potrebbe però non essere lo stesso degli altri mesi. In alcuni casi sarà più alto, in altri più basso.
Perché l’assegno potrebbe essere più basso
Per ottenere l’assegno unico calcolato in base al reddito era necessario presentare l’Isee aggiornato entro il 28 febbraio. Chi non ha rispettato questa scadenza a marzo riceverà automaticamente l’importo minimo: 58,30 euro per ogni figlio minorenne e 29,10 euro per i figli maggiorenni.
Non si tratta però di una situazione definitiva. È ancora possibile presentare l’Isee aggiornato entro il 30 giugno: dopo l’invio dei dati all’Inps verranno effettuati i ricalcoli e gli importi verranno adeguati nei mesi successivi.
Quando l’importo può aumentare o diminuire
Per le famiglie che hanno già presentato l’Isee entro la fine di febbraio l’importo dell’assegno dipenderà dal nuovo indicatore economico. Se l’Isee risulta più alto rispetto all’anno precedente, la somma ricevuta potrebbe diminuire. Al contrario, con un Isee più basso l’importo dell’assegno potrebbe aumentare.
La rivalutazione legata all’inflazione
Sugli importi incide anche l’adeguamento annuale legato all’inflazione. Per il 2026 l’assegno è stato rivalutato dell’1,4% sulla base dei dati Istat. Gli aggiornamenti sono già entrati in vigore a febbraio, ma con il pagamento di marzo verranno riconosciuti anche gli arretrati relativi al mese di gennaio.
