La diretta
Una carta dei servizi nei porti per monitorare qualità e performance
La proposta arrivata nel corso dell’assemblea per i primi 80 anni di Confetra, la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica
Fondamentale preservare l’autonomia degli enti portuali e assicurare che la governance degli scali marittimi resti pubblica. Questi alcuni dei concetti espressi, in tema di portualità, dal presidente di Confetra, Carlo De Ruvo, nel corso del suo intervento per i primi 80 anni della Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica.
Porti, ferrovie e autotrasporto sono stati al centro del discorso di De Ruvo. Sul fronte dei porti, Confetra ha spiegato di seguire con attenzione il percorso di riforma in corso. «Condividiamo l’obiettivo di semplificare e rafforzare il coordinamento – ha spiegato il presidente – ma è fondamentale preservare l’autonomia delle Autorità di Sistema Portuale e garantire che la governance resti interamente pubblica». In questo contesto, la Confederazione ha proposto l’introduzione di una Carta dei Servizi nei porti per monitorare qualità e performance operative.
Sottolineata anche la situazione particolarmente critica del cargo ferroviario. «È necessario rendere strutturali gli incentivi esistenti e affiancarli con misure di sostegno nel breve periodo – ha ribadito De Ruvo – per evitare ulteriori perdite di traffico e competitività in questo periodo di lavori di ammodernamento della rete».
Per quanto riguarda l’autotrasporto, che movimenta la gran parte delle merci terrestri, Confetra ha evidenziato l’esigenza di affrontare le criticità dell’intera filiera evitando contrapposizioni. Al riguardo De Ruvo ha ribadito che occorre riconoscere correttamente i tempi di carico e scarico attraverso soluzioni condivise. Nel corso dell’Assemblea è stata ribadita anche la necessità di certezza regolatoria e di un quadro normativo capace di accompagnare l’innovazione tecnologica.
«Le fondamenta sono solide – ha concluso De Ruvo – ma la sfida è davanti a noi: infrastrutture, digitale, competenze e regole moderne. È così che il sistema logistico italiano potrà continuare a sostenere crescita, export e competitività del Paese».
