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Omicidio a Firenze: Gabriele, il dipendente Ikea stimato e benvoluto da tutti

di Lorenzo Carducci

	La vittima
La vittima

Pisa, il racconto dei colleghi: «Da dicembre era in malattia»

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PISA. Un ragazzo «diligente e professionale, simpatico, generoso e solare», che rispetto al primo periodo del nuovo lavoro a Pisa, in cui era apparso «più chiuso e introverso», nel corso del tempo «si era sciolto e integrato sempre di più», sentendosi incluso e coinvolto nella sua comunità lavorativa.

È il ritratto che i colleghi dell’Ikea di Pisa tracciano di Gabriele Citrano, palermitano di 33 anni, vittima dell’omicidio avvenuto in via Reginaldo Giuliani, nella zona di Firenze Rifredi, nella notte tra giovedì e venerdì. Per questo delitto ci sono tre arresti: un altro di Pisa, uno di Viareggio e un fiorentino.

Colleghi sconvolti

Ieri la notizia della tragedia ha sconvolto e paralizzato un po’ tutto il personale vestito di giallo e di blu, operativo nel grande negozio lungo i Navicelli, punto vendita pisano della multinazionale svedese di arredamenti.

Lì Gabriele lavorava da cinque anni e mezzo, e da un paio d’anni si era specializzato nella progettazione di cucine. Un ruolo delicato e stimolante, di responsabilità, pienamente attinente al suo percorso di formazione nel design industriale, materia in cui si era laureato nella sua Palermo.

I colleghi non riescono a spiegarsi quello che è successo. «Abbiamo appreso la notizia e siamo umanamente colpiti e addolorati», fanno sapere dall’azienda.

L’assenza dal lavoro

Di certo c’è che il 33enne mancava dal lavoro da qualche mese. Per la precisione, dallo scorso dicembre risultava assente per malattia. Ma nessuno sembrava aver ipotizzato che dietro a quest’assenza potesse nascondersi qualcosa di preoccupante.

«Gabriele era un ragazzo d’oro, ogni tanto aveva delle giornate più ombrose, ma certamente non potevamo immaginare niente di simile», confida un collega. Se qualcuno ha notato delle ombre, non erano però mai emersi segnali di un’eventuale doppia vita, o del suo coinvolgimento in” brutti giri”.

Da Palermo a Pisa

Gabriele Citrano si era laureato nel 2018 in disegno industriale all’Università di Palermo, la sua città. Prima della laurea, nel 2017, aveva svolto un tirocinio al Museo Riso, sempre a Palermo, dove aveva avuto modo di declinare le proprie conoscenze nel settore artistico e culturale, partecipando alla progettazione di mostre e allestimenti, ma anche a progetti di comunicazione e creazione grafica.

Prima di entrare in Ikea, tra la primavera del 2019 e l’autunno del 2020, si era poi trasferito a Torino, lavorando come freelance nel settore della modellazione e del rendering per l’interior design. Fino a quando non aveva cambiato casa, approdando a Pisa nell’ottobre 2020. Un nuovo capitolo arrivato con l’assunzione a Ikea.

Quattro anni come addetto alle vendite, ricoprendo varie mansioni, dalla gestione degli ordini alla sistemazione dei reparti. Poi più di un anno nella squadra di assistenza ai clienti, ruolo affiancato con l’attuale specializzazione in progettazione di cucine. Accanto a quella lavorativa, una dimensione privata poco conosciuta.

Dove viveva

Gabriele abitava da solo – è quello che risulta alle autorità – nella zona di Piazza Guerrazzi, nello storico quartiere popolare di Porta Fiorentina. Ma a Pisa il 33enne non era solo, perché nella solita città abita anche un fratello. Il padre invece vive in Sicilia, a Palermo, mentre la madre è morta qualche anno fa.


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