Scuola e stress da fine quadrimestre: «Troppe verifiche e interrogazioni ravvicinate». La proposta degli studenti per provare a cambiare
Per molti il problema non è soltanto la quantità di studio ma la rapidità con cui viene richiesto: una situazione che genera ansia e che può influire sia sul sonno che sull’umore
Con l’avvicinarsi della chiusura del primo quadrimestre, in molte scuole si assiste al consueto picco di verifiche e interrogazioni. Un periodo che per gli studenti si traduce in stress, ansia e una corsa contro il tempo per recuperare voti e concludere programmi rimasti in sospeso. La struttura del calendario scolastico, che richiede più valutazioni concentrate nelle ultime settimane, rende difficile una distribuzione omogenea del carico.
«Ho avuto tre verifiche e un’interrogazione in due giorni, non capivo più cosa stavo studiando», racconta Marco, 16 anni, studente di un liceo scientifico. Testimonianze simili si moltiplicano nelle chat scolastiche, dove circolano screenshot di calendari pieni e battute amare sull’"incastro delle materie". Per molti, il problema non è soltanto la quantità di studio, ma la rapidità con cui viene richiesto.
Le ricerche nel campo della psicologia dell’educazione segnalano che la concentrazione delle valutazioni tende ad aumentare ansia anticipatoria, ruminazione mentale e senso di competizione tra pari. Un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2021 ha rilevato un aumento dei sintomi stress-correlati tra gli adolescenti europei, citando tra i fattori contributivi "la percezione di carichi scolastici elevati e concentrati in brevi periodi dell’anno".
Gli esperti sottolineano inoltre come l’impatto dell’ansia scolastica, se costante, possa influenzare sonno, umore e funzionamento cognitivo. Nonostante ciò, la prassi resta quella della concentrazione finale: diverse scuole provano a distribuire le verifiche, ma senza linee guida nazionali la gestione ricade spesso sui singoli docenti e sui consigli di classe. La disparità tra istituti - e talvolta tra classi della stessa scuola - è evidente agli studenti e alle famiglie. Per molti ragazzi il giorno dopo l’ultima interrogazione somiglia più al termine di un evento agonistico che alla fine di un mese di scuola. È diffusa la sensazione che l’istituzione scolastica prepari molto alla valutazione, ma meno alla gestione dello stress e del carico cognitivo: competenze considerate sempre più centrali nel mondo contemporaneo, ma ancora marginali nella formazione quotidiana.
(*) Studente di 18 anni del Liceo Scientifico XXV Aprile di Pontedera
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