Lavoro, stop ai licenziamenti per la guerra dei dazi: la proposta della Cgil Toscana e il paragone con la pandemia
Nel 2024 la nostra regione ha esportato beni negli Stati Uniti per 10 miliardi di euro. La Cgil: «Con una crisi di questa portata le istituzioni non stiano ferme»
«Anche le guerre commerciali purtroppo generano morti e feriti, non è pensabile che in una crisi di questa portata le istituzioni stiano ferme. Ci si difende non con altri dazi, ma tutelando l'occupazione di chi lavora: non possiamo rischiare una ondata di licenziamenti, da parte di chi governa serve subito uno stop ai licenziamenti come fu fatto al tempo del Covid, per i settori più colpiti dai dazi come l'automotive, che in Toscana conta circa 7mila addetti, e come gli accessori moda, che ne contano circa 5mila. Oltre a ciò, le imprese devono mettere in campo investimenti e rinnovare i Contratti: solo questa può essere la strada per sopravvivere e rilanciarsi». Lo afferma, in una nota, Daniele Calosi, segretario generale della Fiom Cgil Toscana.
Quanto esporta la Toscana negli Usa
Spiega l’Irpet, l’istituto che si occupa della programmazione economica della Toscana, che “gli attesi dazi sulle esportazioni negli Usa avranno in prima battuta una ricaduta sull’export. Nel 2024 le esportazioni toscane verso gli Stati Uniti hanno raggiunto il valore di circa 10 miliardi di euro, in continua ascesa negli ultimi 15 anni. Gli Usa rappresentano uno dei nostri principali partner commerciali, dopo l’Europa. Gli Stati Uniti assorbono circa il 16% dei prodotti che vendiamo all’estero, più di quanto non facciano ad esempio la Francia (13%) o la Germania (8%) che sono gli altri due prioritari canali di sbocco delle nostre esportazioni”.
I settori più esposti per ill commercio oltre l’Atlantico
Aggiungono ancora da Irpet: “I settori con il più alto valore delle esportazioni nel mercato americano sono nell’ordine la farmaceutica, l’elettromeccanica, il comparto moda nelle sue varie articolazioni in cui spiccano concia, pelletteria e calzature, naturalmente l’industria alimentare e la gioielleria. Questi settori rappresentano il 76% dell’export toscano negli Stati Uniti”.
L’impatto economico per la Toscana
Coerentemente con questo scenario l’impatto che il modello macroeconomico di Irpet stima, sulla base delle elasticità della domanda americana differenziate per prodotto e paese di provenienza, è una riduzione del prodotto interno lordo toscano che nel 2025 sarà pari a 420 milioni di euro. Pertanto, la crescita attesa passerà, per effetto dei dazi, da +0,8% a +0,5%. Ma gli effetti complessivi sono differenziati fra i vari settori: ad esempio sono significativamente più alti per la farmaceutica (-4,4% di valore aggiunto) e meno incidenti, ma sempre relativamente più rilevanti, per la moda (-1,2%), la chimica (-0,7%) e l’automotive (-0,7% per autoveicoli e rimorchi, -1,5% per altre attrezzature per trasporto).