Il Tirreno

Estate 2026
Montagna

Boschi, mulattiere e sentieri: benvenuti sul Monte Brugiana

di Redazione Toscana

	Uno scorcio della zona (foto da Facebook)
Uno scorcio della zona (foto da Facebook)

Fra boschi, antiche mulattiere e panorami sul Mar Tirreno, offre un’esperienza autentica di trekking a cavallo nel cuore delle Alpi Apuan

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MASSA. Ci sono montagne che colpiscono per la loro imponenza e altre che conquistano lentamente, passo dopo passo, fino a lasciare un ricordo indelebile. Il Monte Brugiana appartiene a questa seconda categoria. Situato nel cuore delle Alpi Apuane meridionali, tra Massa, Montignoso e la Lunigiana, rappresenta uno dei luoghi più suggestivi della Toscana, capace di offrire un’esperienza autentica a chi cerca un contatto profondo con la natura.

Dalla sua vetta, a oltre 880 metri sul livello del mare, lo sguardo si apre in un panorama sorprendente: da una parte le cime frastagliate delle Alpi Apuane, modellate nei secoli dall’azione della natura e dell’uomo; dall’altra il Mar Tirreno che, nelle giornate limpide, sembra fondersi con il cielo in un’unica distesa azzurra. All’orizzonte si distinguono il Golfo della Spezia, le isole dell’Arcipelago Toscano e, nelle condizioni atmosferiche più favorevoli, persino il profilo della Corsica.

Una terrazza sul mare

Questa vicinanza tra montagna e mare costituisce uno degli elementi più caratteristici della Brugiana. In pochi chilometri si passa dalle spiagge della Versilia e della costa apuana ai boschi di castagni, ai prati d’altura e ai crinali panoramici, attraversando un mosaico di paesaggi che raccontano la ricchezza ambientale di questo territorio. Negli ultimi anni il Monte Brugiana è diventato una meta sempre più apprezzata dagli amanti del turismo lento. Escursionisti, fotografi naturalisti, famiglie e sportivi lo scelgono per la varietà dei suoi sentieri, per il silenzio che ancora caratterizza queste montagne e per la possibilità di vivere un ambiente rimasto in larga parte integro. Ma tra tutte le modalità con cui è possibile esplorarlo, una ha un fascino particolare: il trekking a cavallo.

Conoscere i sentieri

Muoversi lungo i sentieri in sella significa riscoprire un ritmo antico, quello che per secoli ha accompagnato la vita delle popolazioni montane. Prima dell’arrivo delle strade moderne, il cavallo rappresentava infatti un mezzo di trasporto indispensabile. Pastori, contadini, boscaioli e commercianti percorrevano quotidianamente questi crinali affidandosi alla forza e alla sicurezza degli animali, capaci di affrontare con naturalezza mulattiere, boschi e pendii. Oggi quella tradizione rivive in una forma nuova, trasformandosi in un’esperienza turistica rispettosa dell’ambiente e profondamente immersiva.

Il cavallo non è soltanto un mezzo per raggiungere una meta, ma diventa un compagno di viaggio che invita a rallentare, ad ascoltare i rumori del bosco, a osservare ogni dettaglio del paesaggio e a stabilire un rapporto più autentico con la natura circostante.

Il paesaggio

I suoi percorsi alternano ampie strade forestali, antiche mulattiere e sentieri panoramici, attraversando ambienti molto diversi tra loro. Si passa dalle faggete che regalano ombra nelle giornate estive ai castagneti che in autunno si tingono di mille sfumature dorate; dai prati aperti dove pascolano gli animali ai punti panoramici che permettono di ammirare contemporaneamente il mare e le montagne.

Ogni stagione offre emozioni differenti. La primavera porta il risveglio della vegetazione, con una straordinaria varietà di fioriture spontanee. L’estate consente di trovare temperature piacevoli anche quando la pianura è soffocata dal caldo. L’autunno trasforma i boschi in un caleidoscopio di colori, mentre l’inverno, nelle giornate limpide, regala una luce cristallina capace di rendere ancora più spettacolari i panorami.

Il trekking

Il valore del trekking a cavallo risiede anche nella sua capacità di favorire un turismo sostenibile. Il passaggio degli animali, se gestito correttamente lungo percorsi dedicati, ha un impatto contenuto sull’ambiente e permette di valorizzare territori che rischierebbero altrimenti lo spopolamento e l’abbandono. Attorno a questa attività si sviluppano infatti numerose realtà locali: maneggi, guide equestri, agriturismi, aziende agricole e produttori di eccellenze gastronomiche che contribuiscono a mantenere vivo il tessuto economico delle aree montane.

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