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Calcio, il talent scout Andrea Ritorni: «Così ho scoperto Kayode in Serie D, ha la stessa umiltà di Chiellini» – L’intervista completa

di Alessandro Lazzerini

	Andrea Ritorni insieme a Michael Kayode, dopo l'accordo con il Brentford
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Andrea Ritorni insieme a Michael Kayode, dopo l'accordo con il Brentford

Livornese, uomo di calcio da oltre 30 anni, ha lanciato Kayode, in rete con l’Italia di Mancini, dal Gozzano in Serie D al settore giovanile della Fiorentina

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TOSCANA. «Prima della partita era tranquillissimo. È uno che sa farsi trovare pronto, con una personalità da giocatore vero. Esordio migliore di questo non poteva fare». A parlare è Andrea Ritorni, livornese, uomo di calcio da oltre 30 anni, capo scouting dell’agenzia Vigo Global Sport di Vigorelli. È lui che nel 2021 ha scoperto Michael Kayode, sorpresa della Nazionale di Mancini che ha battuto 1-4 la Turchia. Il gol dell’1-3, la prestazione solida su entrambe le metà campo e la sensazione che l’Italia possa aver trovato un gioiello per il futuro.

La scoperta

Classe 2004, Kayode è nato in Piemonte da genitori nigeriani, cresciuto nel settore della Juve che poi lo scartò. Quindi la Serie D a Gozzano a 16 anni, prima che l’occhio esperto di Ritorni piombasse su di lui, portandolo nelle giovanili della Fiorentina. «Andai a vederlo due volte. Eravamo ancora con le mascherine, in pieno Covid. Giocava terzino sinistro. Aveva una rimessa laterale potentissima e un motore fuori dal comune, uno strapotere fisico assoluto, è quello che mi impressionò. Una volta in Viola, con Aquilani fece un mese di panchina, poi l’infortunio di Gentile (oggi al Livorno, ndr) , gli fece avere spazio da terzino destro. Da lì è stata una scalata. In prima squadra Italiano lo ha lanciato, mentre Palladino aveva idee diverse».

La Premier League

Oggi gioca al Brentford, in Premier League, il campionato più quotato del mondo. Ci è arrivato da Firenze, 18 milioni l’incasso della società gigliata nel 2025. «Per me è la competizione perfetta per le sue caratteristiche. Può crescere ancora molto, nella consapevolezza di sé stesso, nel puntare l’uomo con più continuità. Ma passo per passo so che potrà arrivare sempre più in alto. Il suo obiettivo deve essere un top team europeo». Tanti se lo aspettavano in azzurro già con Gattuso a marzo, ma la soddisfazione è arrivata lo stesso qualche mese dopo. «Aveva un problemino fisico da risolvere. Ma sapevo che avrebbe toccato questo traguardo. Vederlo in campo è stata un’emozione incredibile. Come gli dico sempre: "Dobbiamo arrivare per restare" e può farlo anche questa volta. Ha un’umiltà innata, è sempre il ragazzo che ho conosciuto a Gozzano. In questo aspetto mi ricorda Chiellini».

Tra i tanti giocatori scoperti da Ritorni nella sua valorosa carriera c’è anche l’ex capitano della Juventus, oltre a Candreva, Zaza, Saponara e Amauri per dirne alcuni. «Anche Giorgio quando lo prese la Juve aveva grande fisicità, ma era da sgrezzare. Lo stesso è capitato per Kayode, anche se sono due giocatori diversi. Hanno la stessa testa, però. Se riuscisse a emulare la carriera di Giorgio sarebbe un sogno».

Il futuro azzurro

Il nuovo corso azzurro passa da giocatori come Michael. Un’Italia giovane, brillante, di grande fisicità, adeguata a ciò che il calcio moderno chiede. «La strada intrapresa da Mancini mi sembra giusta. Ci vuole tempo. I giovani vanno aspettati e gli va data la possibilità di sbagliare. Ci sono tanti giocatori all’estero che, giocando in leghe diverse, possono dare tanto a questa Nazionale. Penso a Michael, ma anche a Tonali, Ruggeri e via dicendo. Con i fratelli Esposito, Zoma e Doumbia, abbiamo la possibilità di creare un ciclo».

Il nome su cui puntare

Il lavoro di Andrea Ritorni è proprio quello. Individuare giovani talenti e cercare di trovare la strada migliore per lanciarli. «Tanti anni fa il lavoro era diverso. Segnalavi un giocatore e finiva lì. Oggi lo segui in tutto il percorso, è diverso. Servono allenatori che puntino sui giovani. Penso ad Alvini a Frosinone o Indiani a Grosseto, due toscani che stanno facendo meraviglie con squadre di età media molto bassa». Tra i profili seguiti e lanciati dall’osservatore livornese c’è anche Federico Croci, aretino classe 2010, stellina del vivaio della Fiorentina, ad agosto il più giovane esordiente in maglia viola a soli 16 anni. «Può fare lo stesso percorso di Kayode. Ha numeri da top player. Si tratta di un attaccante, una seconda punta che può giocare anche a sinistra. È scaltro, ha fiuto del gol. Mi ricorda il primo Federico Chiesa. Punto forte su di lui». 
 

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