Energia
Gran Premio d’Italia: Mercedes e Wolff rovinano la festa storica degli italiani – Antonelli per vincere dovrà fare un miracolo
Il 20enne bolognese, in testa al campionato, partirà dal fondo della griglia per aver sostituito il motore. L’ultimo successo italiano risale al 1966: trionfò Scarfiotti con la Ferrari
I veri cultori della Formula uno e della sua storia, coloro cioè che evitano accuratamente di rimanere accecati sempre e comunque dal bagliore rosso Ferrari, non aspettavano altro che il Gran premio d’Italia, le cui danze si aprono oggi (4 settembre) con le prime sessioni di prove. Avevano già a portata di mano le pagine più memorabili dell’enciclopedia mondiale dell’automobilismo ed erano pronti ad aggiornarle e a modificarle. Da un lato, infatti, c’era Kimi Antonelli, al suo arrivo in Brianza nella posizione di capoclassifica provvisorio del Mondiale; dall’altro la coincidenza temporale relativa al sessantesimo anniversario dell’ultima vittoria di un pilota italiano in Formula uno a Monza. Proprio così.
Tasto “Rewind”
Era infatti il 4 settembre 1966 - oggi, sessant’anni fa - quando a trionfare, al volante del Cavallino rampante, fu il torinese Ludovico Scarfiotti. In occasione della settima prova di quel Mondiale, la Ferrari dimostrò tutta la sua competitività, tanto che le vetture di Maranello tagliarono il traguardo al primo e secondo posto, cosa che non si verificava da ben cinque anni. A rendere ancor più romantica quella doppietta, alla quale contribuì Mike Parkes con la sua seconda posizione, fu il ritorno alla vittoria della Ferrari a Monza, nonché la prima e unica della carriera di Scarfiotti in F1 (in un Gran premio in cui si laureò campione del mondo Jack Brabham). Due anni dopo, infatti, l’italiano perse la vita in seguito a un tragico incidente durante una prova di gara in salita a Rossfeld.
Le altre vittorie degli azzurri “taroccati”
Da quell’anno in poi hanno vinto a Monza solo degli azzurri "taroccati", cioè piloti appartenenti ad altre nazionalità ma di origini italiane. Il primo caso fu Clay Regazzoni, nato e cresciuto in Svizzera ma di padre bergamasco. Nel 1970 e nel 1975 si aggiudicò il Gran premio d’Italia, in uno stesso decennio che vide le affermazioni di Emerson Fittipaldi nel 1972 e di Mario Andretti nel 1977. Il primo, di nazionalità brasiliana e due volte campione del mondo, aveva origini lucane da parte di padre, mentre il secondo nacque nella provincia dell’Istria, allora italiana, prima di emigrare con la famiglia negli Stati Uniti.
Impresa difficile
Dopo Scarfiotti, quindi, Antonelli sarebbe stato il primo dopo ben 60 anni, un traguardo da far scolpire nella pietra. Purtroppo, è d’obbligo usare il condizionale, in quanto, con la penalità auto-inflitta, difficilmente il giovane bolognese (20 anni compiuti da pochi giorni, lo scorso 25 agosto) riuscirà a imporsi davanti a tutti e a salire domenica sul gradino più alto del podio. Tra il sogno che stava per materializzarsi e la realtà, ci si è messo di mezzo quel "simpaticone" di Torger Christian Wolff, detto Toto, direttore esecutivo della Mercedes F1, il quale, noto per essere affabile come un Rottweiler non addestrato e senza guinzaglio, non ha saputo trattenere la sua strutturale anti-italianità e ha così rovinato la festa di Antonelli e degli italiani, compresi tutti quei ferraristi senza paraocchi che s’intendono di Formula uno e che sono perfettamente a conoscenza del fatto che uno dei maggiori talenti sfornati dagli abitacoli del mondo intero sia nato a poche decine di chilometri da Maranello e che sempre Maranello lo abbia colpevolmente ignorato fino a poco tempo fa.
Il cambio del motore
Con il risultato che Kimi oggi corre e vince a bordo della Mercedes, scuderia però che ha deciso per Monza di sostituire il motore della monoposto dell’italiano. Un cambiamento che automaticamente comporta una penalizzazione da parte della Fia, con lo stesso Antonelli che, superando il limite di quattro unità di propulsione consentite per stagione, sarà costretto a partire dal fondo della griglia di partenza. «Per noi - ha affermato Wolff, apparentemente dispiaciuto ma sicuramente gioioso dentro di sé - Monza inizia con una sfida. Questa decisione è deludente per Kimi e per i tifosi che vorrebbero vederlo lottare tra le prime posizioni nella sua gara di casa, ma in F1 non c’è spazio per i sentimenti e dobbiamo fare questo sacrificio pensando al campionato. Monza e Madrid segnano l’inizio di un periodo importante per noi. In pista le prestazioni delle scuderie si sono ravvicinate al punto che tutti possono vincere. Sbagliare significa pagare un prezzo salato. Siamo messi bene in entrambe le classifiche, ma tutto il team sa che le prossime gare saranno difficili. C’è da recuperare il maggior numero possibile di posizioni e massimizzare i punti. Monza è un circuito che richiede energia; si trascorre gran parte del giro sfruttando al massimo il gruppo motopropulsore e non si hanno molte opportunità di ricaricare la batteria. Con il regolamento attuale, ciò comporta dei compromessi che dovranno essere gestiti con attenzione. È una sfida interessante, che probabilmente porterà a un weekend emozionante».
Il sogno rimonta
Conoscendo Kimi e sapendo cosa può essere in grado di fare, lo pensiamo anche noi. Non dimentichiamo infatti che Monza è storicamente uno dei circuiti mondiali ideali per effettuare rimonte, grazie alle sue ampie zone di frenata e ai lunghi rettilinei. Anche se Antonelli sa che dovrà sacrificarsi per adeguarsi alla strategia del team, che secondo Wolff ha l’obiettivo di disporre di componenti freschi e più affidabili per il finale di stagione, ottimizzando le chance nella lotta al Mondiale, la penalità non farà sicuramente mutare il suo approccio alla corsa, in attacco dal primo all’ultimo giro sperando di poter rientrare nella zona a punti. Oppure puntando addirittura al "miracolo".
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
