Mondiali 2026, dall’Iran nuova richiesta agli Usa: ripescaggi e playoff sempre più lontani?
Dopo il no di giocare le partite in Massico, Teheran ora chiede a Trump garanzie sui livelli di sicurezza
Mondiali 2026, c’è un nuovo aggiornamento sul caso-Iran. L’Iran, infatti, avrebbe avanzato alla Fifa una richiesta chiara: garantire standard di sicurezza molto elevati in occasione delle partite della fase a gironi dei Mondiali che si disputeranno negli Stati Uniti.
Il primo rifiuto
Dopo il rifiuto alla proposta di trasferire gli incontri in Messico, Teheran – secondo quanto riferito dall’agenzia Wana (West Asia News Agency) – avrebbe sollecitato tutele rafforzate per la propria Nazionale e per tutta la delegazione, sia all’interno degli stadi sia all’esterno, per l’intera durata della permanenza negli Usa.
La nuova richiesta
Sempre secondo Wana, la partecipazione della squadra iraniana al torneo sarebbe subordinata proprio alle garanzie da parte di Donald Trump sulla sicurezza degli atleti, mentre la decisione definitiva sull’eventuale presenza ai Mondiali spetterà al governo iraniano.
Teheran, dunque, punta a ottenere rigide misure di sicurezza, tra cui la protezione della delegazione della nazionale iraniana all'interno e all'esterno degli stadi, per tutta la presenza ai Mondiali.
E l’Italia?
Le incertezze, legate al prolungarsi del conflitto, restano e dovranno essere chiarite con un certo anticipo, evitando decisioni a ridosso dell’inizio della competizione: la sensazione, però, è che alla fine si troverà un accordo sulla partecipazione della nazionale iraniana, evitando così ripescaggi o clamorosi playoff con l’Italia che tornerebbe protagonista.
L’Iran, inserito nel Girone G insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, ha in programma due gare a Los Angeles e una a Seattle.
