La tragedia
Fermato a Prato il presunto killer della ‘ndrangheta dopo un omicidio a Cosenza
I carabinieri hanno arrestato un uomo di 36 anni che si era trasferito in Toscana dopo il delitto
PRATO. Il presunto esecutore materiale di un omicidio avvenuto sette anni fa in Calabria è stato fermato ieri mattina, 5 novembre, a Prato dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cosenza. Si tratta di Carmine Dennis Rocca, un uomo di 36 anni originario della Calabria che da qualche anno si è trasferito in Toscana.
I magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che da tempo indagavano sull’omicidio di Francesco Madera, ucciso il 19 novembre 2019 a Campana, in provincia di Cosenza, ritengono che il trentaseienne fermato a Prato sia l’esecutore materiale, mentre Renato Salvatore Rossano, fermato a Cosenza, sarebbe il mandante dell’omicidio.
I destinatari del provvedimento di custodia cautelare, sono accusati dell’omicidio di Francesco Madera, allevatore di Campana, nel Cosentino, che all’epoca aveva 55 anni, un omicidio aggravato dalla premeditazione, dall’impiego di un mezzo insidioso, dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolazione dell’attività di un’associazione di tipo mafioso.
La vittima era stata rinvenuta priva di vita in contrada Vaccarizzo, all’interno del proprio fondo agricolo. Madera sarebbe stato dapprima raggiunto all’addome da un colpo di arma da fuoco e, successivamente, colpito al cranio con oggetti contundenti, riportando lesioni che ne avevano determinato il decesso.
La svolta nelle indagini è arrivata grazie alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Gianluca Maestri, già “reggente” del clan degli zingari a Cosenza, che ha puntato il dito contro i due fermati ma si è anche autoaccusato di aver avuto un ruolo nell’omicidio.
In particolare, secondo l’accusa, oltre a Renato Salvatore Rossano, un altro mandante sarebbe Nicola Abbruzzese, già “reggente” del clan degli zingari a Cassano allo Ionio.
Il movente dell’omicidio sarebbe riconducibile a una finalità di vendetta: Madera, in precedenza, era stato condannato per l’omicidio di Bernardo Rossano, fratello di Renato Salvatore Rossano, uno dei due presunti mandanti, e aveva integralmente espiato la pena. Il presunto mandante ha aspettato dieci anni prima di organizzare la sua vendetta e ora la Procura lo accusa aver incaricato Maestri e Rocca di uccidere Madera.
Le attività investigative avrebbero, inoltre, evidenziato il coinvolgimento di esponenti della criminalità organizzata di Cassano allo Ionio, ai quali sarebbe stato affidato il compito di individuare l’esecutore materiale e una persona in grado di conquistare la fiducia della vittima e di attirarla nel luogo predisposto per l’agguato.
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