Il caso
Liceo occupato a Prato, appello-ultimatum del preside ai genitori: «Convincete i vostri figli a uscire»
Mario Di Carlo, dirigente scolastico del Rodari, minaccia l’uso della forza pubblica per riprendere possesso dell’istituto
PRATO. Il preside del liceo di Scienze umane Rodari, occupato da ieri, 27 ottobre, ha inviato oggi una sorta di appello-ultimatum ai genitori degli occupanti minacciando l’uso della forza pubblica per far uscire gli studenti. “Si invitano le famiglie a intervenire con i propri figli – ha scritto Mario Di Carlo sulla chat della scuola – per farli desistere dall’occupazione del plesso del liceo Rodari poiché questa dirigenza sta intervenendo con le forze pubbliche e con l’identificazione di tutti gli occupanti. Tale azione si configura come interruzione di pubblico servizio».
In realtà stamattina la situazione davanti alla scuola di via Galcianese appariva molto tranquilla. All’interno, dove si stima che ci siano circa 40 studenti, si intravede un’assemblea in corso, mentre all’esterno un gruppo di studenti con un paio di insegnanti si è seduto sul prato a parlare dei problemi della scuola.
Dall’interno gli occupanti hanno pubblicato su profilo Instagram creato per l’occasione il programma della giornata. Dalle 13 alle 15 assemblea sulla situazione internazionale; dalle 15 alle 17 tre forum sulle occupazioni, su sessualità e affettività e sulle diverse forme di governo e la storia politica.
Quando alla minaccia dell’uso della forza pubblica per far uscire gli studenti, al momento pare quanto meno improbabile.
Gli occupanti hanno intenzione di restare dentro la scuola fino a domani, per poi partecipare allo sciopero di venerdì 30 indetto dai sindacati di base.
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