Il caso
Prato, isolata la “camera calda” del pronto soccorso per un sospetto caso di antrace
Un paziente rientrato dallo Zambia è stato visitato al Santo Stefano e poi trasferito a Careggi. Non è in gravi condizioni
PRATO. La “camera calda” del pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano di Prato è stata isolata per circa mezz’ora, oggi pomeriggio 20 ottobre, per un sospetto caso di antrace, una rara malattia infettiva detta anche carbonchio che richiede particolari misure di sicurezza per evitare il contagio.
Paziente rientrato dallo Zambia
La chiusura della “camera calda” si è resa necessaria quando è stato annunciato l’arrivo di un paziente italiano che presentava sintomi sospetti, in particolare una pustola. Questo da solo non sarebbe bastato a far scattare l’allarme. Il fatto è che il paziente è appena tornato dallo Zambia, dove si è trattenuto per motivi di lavoro, e ha frequentato una zona dove è stata segnalata un’epidemia di antrace.
L’evacuazione
L’Asl ha dunque disposto l’evacuazione della “camera calda” facendo uscire gli altri pazienti e alcuni sanitari hanno indossato le protezioni del caso, anche se l’antrace, che può essere trasmesso dagli animali agli uomini, non si trasmette da uomo a uomo. Il paziente è stato trattato al pronto soccorso e poi trasferito a Firenze nel reparto di Malattie infettive. Le sue condizioni non sono considerate gravi, ma le precauzioni andavano prese.
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