Il caso
Uno psicolabile è riuscito a entrare di notte nel Palazzo di giustizia di Prato beffando la vigilanza
L’uomo, forse scambiato per un appartenente alle forze dell’ordine, è stato poi trovato seminudo negli uffici della Finanza
PRATO. Per entrare all’interno del Palazzo di giustizia, come sanno bene avvocati, imputati e testimoni nei processi, da qualche tempo bisogna superare un controllo al metal detector, ma un incredibile episodio accaduto prima dell’alba di sabato 17 ottobre ha dimostrato che non sempre il sistema funziona. Secondo quanto riferito dallo stesso procuratore Luca Tescaroli, un uomo in stato confusionale è riuscito a entrare in Tribunale in piena notte ed è stato poi trovato seminudo negli uffici della squadra di polizia giudiziaria della guardia di finanza, al piano terra. Secondo quanto ricostruito, l’uomo era uscito poche ore prima dall’ospedale e per qualche motivo si è diretto al Palazzo di giustizia. Qui si è presentato alle 4 di notte apparentemente lucido e forse i vigilanti lo hanno scambiato per un appartenente alle forze dell’ordine, lasciandolo passare. All’apertura degli uffici è stato poi trovato in stato confusionale nella sezione di Pg della Finanza. Il caso è stato immediatamente portato all’attenzione del procuratore Tescaroli, che ha disposto accertamenti su come possa essere accaduto.
Proprio sabato la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti aveva diffuso una nota in cui dava conto di una sua visita al Palazzo di giustizia, insieme alla presidente del Tribunale Patrizia Pompei, per toccare con mano le cose che non funzionano.
«Sul piano delle strutture – spiega Mazzetti – sono state riscontrate "criticità ordinarie e straordinarie" che riguardano "gli impianti di climatizzazione e gli impianti elettrici, l'impianto antincendio, per il quale mancano la planimetria aggiornata, l'indicazione delle vie di fuga e la cartellonistica, gli ascensori, gli infissi esterni e interni, le infiltrazioni e le strutture stesse". Per la manutenzione straordinaria il Ministero ha stanziato circa 12,5 milioni di euro, che avrebbero dovuto essere gestiti dal Provveditorato di zona. L'importo è stato frazionato in lotti e ad oggi è stata realizzata solamente la parte inerente all'impermeabilizzazione della copertura e agli impianti».
«Accanto alle criticità fisiche, il sopralluogo ha evidenziato forti criticità di organico. La pianta organica risulta sulla carta sufficiente, ma è mal distribuita, con solo il 50% del personale realmente presente in servizio. Questa carenza si riflette in modo diverso sui due settori. Il settore civile funziona, grazie ai fondi Pnrr, mentre il settore penale non funziona per mancanza di giudici e personale amministrativo: non si riesce a garantire l'assistenza in udienza e molte udienze vengono annullate. Nel settore penale risultano circa 2.000 richieste di liquidazione di patrocinio a spese dello Stato da liquidare, così come le liquidazioni di Ctu penali in arretrato da anni».
«A questo quadro – conclude Mazzetti – si aggiunge la questione delle "circa 10.000 sentenze del passato per le quali non è stato proposto appello e che pertanto sono da dichiarare irrevocabili. Le relative pene pecuniarie non vengono riscosse, con una grande perdita economica per lo Stato».
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