Il Comune di Prato tenta di incassare 11 milioni di multe non pagate
Sono le sanzioni ignorate negli automobilisti nel 2022: ora ci prova la Sori ma sarà difficile
PRATO. Undici milioni di euro di multe stradali non pagate, o pagate solo in parte, finiscono nella riscossione coattiva. Il Comune di Prato ha approvato gli elenchi e autorizzato la Sori, la società pubblica che gestisce il recupero dei soldi per il Comune di Prato, ad avviare la richiesta delle somme dovute per violazioni del Codice della strada contestate o notificate nel 2022. L’importo complessivo iscritto nella determinazione del comandante della Polizia locale, ammonta a 11.045.821 euro. La quota più consistente, pari a 10.618.411 euro, riguarda l’elenco numero 68, formato da 22.082 verbali non pagati entro la scadenza dei termini. A questi si aggiungono 427.410, 06 euro dell’elenco numero 69, relativo a 1.486 posizioni nelle quali il pagamento era stato effettuato soltanto parzialmente e comunque oltre le scadenze previste. La determina firmata dal dirigente del Corpo di polizia locale Marco Maccioni rileva una quantità rilevante di crediti ancora da recuperare, ma non equivale a un incasso già assicurato per il Comune. Si tratta delle somme che vengono poste in riscossione, soggette alle verifiche di Sori, agli eventuali scarti tecnici, alle correzioni anagrafiche e soprattutto all’effettiva possibilità di recuperare il dovuto dai destinatari dei verbali. Il dato più importante riguarda il peso che il mancato pagamento ha avuto nel tempo sull’importo originario delle sanzioni. Dei poco più di undici milioni iscritti, circa 3 milioni corrispondono alla sanzione minima iniziale. Il resto deriva dal meccanismo previsto dalla legge: il raddoppio della multa quando non si paga entro sessanta giorni e non viene presentato ricorso, le spese di procedimento e notifica e le maggiorazioni maturate con il ritardo. Le sole maggiorazioni sulla multa iniziale superano infatti i 4 milioni di euro. La legge stabilisce che, una volta diventata esigibile, la somma dovuta deve essere aumentata di un decimo per ogni semestre di ritardo. Per l’elenco principale, formato lo scorso 6 luglio, questa voce raggiunge 3.870.431 euro; per le posizioni con pagamento parziale aggiunge ulteriori 160.272 euro. Il Comune chiarisce nella determinazione stessa che le somme relative alla sanzione originaria e al raddoppio erano già state contabilizzate nell’esercizio 2022, anno dei verbali. Nel bilancio 2026 vengono quindi accertate in particolare le maggiorazioni, per un importo complessivo di 4.030.703 euro, distinto tra violazioni riconducibili all’articolo 142 del Codice della strada, quello sui limiti di velocità, e le altre fattispecie sanzionatorie. Sori dovrà ora curare, sotto la propria responsabilità, tutti gli adempimenti della fase esecutiva: dalla verifica della correttezza delle posizioni fino alle procedure per il recupero coattivo. Il credito e il potere sanzionatorio restano comunque in capo al Comune di Prato. Insomma, un arretrato che pesa sui conti pubblici. Ora la prova sarà trasformare quei numeri iscritti a bilancio in incassi reali: perché fra una multa notificata e una somma effettivamente recuperata corre spesso la distanza più difficile da colmare. Dietro la cifra, molto più alta della singola multa che l’ha originata, c’è un messaggio semplice: una sanzione stradale ignorata non viene archiviata. Con il trascorrere degli anni può trasformarsi in un debito assai più pesante, tra raddoppi, maggiorazioni e spese.
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