Il Tirreno

Prato

Tegola sulla Croce d’Oro di Prato: esclusa dal registro nazionale

di Alessandro Formichella

	Un'ambulanza della Croce d'Oro davanti al Castello dell'Imperatore
Un'ambulanza della Croce d'Oro davanti al Castello dell'Imperatore

Il presidente Zarro non spiega i motivi: «Lavoro per risolvere la crisi»

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PRATO. Esclusa dall’iscrizione al Registro nazionale del terzo settore con una comunicazione ufficiale di qualche giorno fa. La Croce d’Oro di Prato, associazione Anpas storica per la città nell’ambito dell’urgenza sanitaria e non solo, viene da anni anni e anni di difficile gestione economica e ora si trova in difficoltà a rientrare nel Runts e ad avere tutti i requisiti necessari per lo svolgimento delle sue funzioni. Insomma, una slavina sul nuovo consiglio d’amministrazione e sul nuovo presidente dell’associazione, Matteo Zarro, dopo le dimissioni di alcuni consiglieri del Cda nel 2023. Una situazione non facile. E capire i motivi di tale esclusione, per il momento è ancora più complicato. Per Matteo Zarro tutto sarebbe dovuto alla crisi della Croce d’Oro che da una ventina di anni si porta dietro. Ma la esclusione dal Runts potrebbe accelerare la crisi, tanto da rendere inefficaci alcune convenzioni sui servizi socio-sanitari. «Una situazione di difficoltà oggettiva – ammette il presidente Zarro – che si trascina da molti anni. La comunicazione dell’esclusione dal Runts è arrivata ufficialmente alcuni giorni fa. Abbiamo adesso del tempo per cercare di risolvere il problema, sul piano legale e giuridico». Tempo che stringe, perché per opporsi alla decisione assunta dagli organi di controllo non ci sono larghi spazi di manovra. Per il resto bocche cucite. «Preferisco lavorare a risolvere il problema, piuttosto che ad elencare i dettagli della decisione che è stata assunta nei nostri confronti» dice il presidente della Croce d’Oro. Situazione complicata e in parte ad oggi ancora sconosciuta. Ma per capire perché una associazione del terzo settore venga esclusa dall’iscrizione al Registro unico nazionale bisogna indagare fattori diversi fra loro. Spesso i motivi di esclusione dal registro unico (vedi d. lgs 117/2017) possono trovarsi in uno Statuto non conforme dove mancano clausole obbligatorie, oppure finalità e attività non compatibili, come quella di perseguire di fatto interessi privati dei soci anziché finalità collettive. E ancora assenza del divieto di lucro: utili, avanzi o patrimonio non possono essere distribuiti, neppure indirettamente, a fondatori, associati, lavoratori, amministratori o altri soggetti collegati presentando, tra l’altro, documentazione incompleta o incoerente, ossia atto costitutivo, statuto registrato, verbali, dati degli amministratori o dichiarazioni caricati in modo incompleto, non aggiornati o in contraddizione fra loro. E ancora una richiesta di registrazione che non rispetta i requisiti dell’iscrizione come Organizzazione di volontariato o Associazione di promozione sociale. Per le Odv, tra l’altro, il lavoro retribuito è ammesso solo entro limiti precisi; per Aps e Odv contano anche composizione associativa e regole sull’impiego dei lavoratori. Fra le condizioni di esclusione al Runts rientra anche la mancanza di una effettiva vita associativa: uno statuto formalmente corretto non è sufficiente se l’ente appare privo di assemblea, soci effettivi, attività coerenti o autonomia organizzativa. «Abbiamo una cinquantina di volontari attivi – dice ancora Zarro – e il servizio di Stand by sull’emergenza 118. Speriamo di risolvere il problema». Fogli, documenti, carte e numeri adesso sono in mano agli esperti e ai legali, per cercare di risolvere la questione. 

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