Prato, duemila risparmiatori risarciti con 8 milioni per il crac della Popolare di Vicenza
Gli ex clienti della banca hanno incassato in media poco meno di 4.000 euro dopo dieci anni
PRATO. Oltre duemila risparmiatori pratesi (2.061 per la precisione) sono stati in parte risarciti per il crac della Banca popolare di Vicenza, finita in liquidazione coatta amministrativa il 25 giugno 2017. Complessivamente agli ex clienti pratesi della BpVi sono stati versati 8 milioni e 192mila euro, in media poco meno di 4.000 euro a testa. Ad aprire il cordone della borsa è stato il Fir, Fondo indennizzo risparmiatori, l’ente istituito nel 2018 dal ministero dell’Economia per risarcire i clienti di undici istituti di credito che non avevno onorato i propri impegni tra il 2015 e il 1° gennaio 2018. Tra questi, come detto, c’era anche la Popolare di Vicenza, il cui presidente Gianni Zonin è stato poi condannato a tre anni e cinque mesi di reclusione.
Il punto sulla vicenda e sui rimborsi è stato fatto dalla Corte dei conti. In totale sono stati redistribuiti fondi per un miliardo e 575 milioni di euro, presi dai cosiddetti “conti dormienti”.
In tutto il paese sono stati 129.899 i clienti delle 11 banche che sono stati risarciti, mentre in Toscana sono arrivati 39,5 milioni per esaudire le richieste di 9.583 risparmiatori.
La fetta più grossa è toccata alla provincia di Arezzo, dove c’erano molti ex clienti di Banca Etruria, in totale 3.470 per un importo complessivo di 10 milioni e 300mila euro. Subito dopo Arezzo c’è Prato, con poco più di 8 milioni di euro.
Prima di poter essere ammessi al rimborso, i risparmiatori hanno dovuto passare l’esame di una commissione tecnica del Fondo indennizzo risparmiatori. Commissione di dieci membri che è stata lautamente pagata: un milione 125mila euro tra il 2019 e il 2023.
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