Prato, operaio Acca investito durante il presidio: alta tensione a Seano – Video
Il Sudd Cobas denuncia un nuovo carico abusivo in via Ghisleri: il lavoratore trascinato da un furgone è al pronto soccorso. Dopo il caso di domenica, un nuovo caso
PRATO. Sono da poco passate le 13 di martedì 23 giugno, quando la tensione torna a salire attorno ai magazzini Acca. A Prato. Stavolta non è via Carpi, dove domenica un tir aveva puntato il presidio degli operai e frenato a pochi metri dal blocco. Stavolta è via Ghisleri, a Prato, davanti a un altro carico che il Sudd Cobas definisce abusivo. Furgoni bianchi, pacchi enormi fasciati nel cartone marrone, uomini sulle pedane dei camion, transpallet lasciati sull’asfalto. La merce è già fuori, accatastata sul piazzale e ai lati dei mezzi, mentre qualcuno, appena arrivano i lavoratori e i sindacalisti, grida di andare via, via.
Cosa è successo
Pochi minuti dopo un operaio Acca finisce a terra. Secondo la denuncia del Sudd Cobas viene investito volontariamente e trascinato per molti metri da un furgone durante la contestazione del carico. Viene soccorso e portato al pronto soccorso. Nella foto scattata dopo l’intervento dei sanitari è disteso su una barella arancione, scalzo, immobilizzato dalle cinghie, con un operatore accanto e le divise attorno. Ha gli occhi aperti, le braccia piegate dietro la testa. Sull’asfalto restano il caldo del primo pomeriggio, i segni delle ruote dei mezzi, e intorno i telefoni alzati di chi prova a documentare tutto.
I camion e la denuncia
Il video girato sul posto mostra l’altra parte della scena. Due camion con i portelloni aperti, colmi di balle di tessuti e scatoloni. A terra altri colli, già pronti per essere spostati. Alcuni uomini sono sul pianale, altri stanno accanto ai furgoni, sotto il traliccio dell’alta tensione che attraversa la strada industriale. La voce di un sindacalista del Sudd Cobas si alza sopra il rumore del piazzale: «Cento operai licenziati per spostare i magazzini in una strada. In mezzo a un parcheggio». È un grido, più che una dichiarazione. Ripete che cento posti di lavoro vengono bruciati per portare fuori l’attività dai capannoni.
La protesta
Per il sindacato è la conferma di quanto denunciato già domenica 20 giugno nel Macrolotto 2. Acca ha annunciato la chiusura dei magazzini e il licenziamento di circa cento persone. Gli operai sostengono che dietro quella decisione ci sia il tentativo di continuare a muovere la merce altrove, fuori dai luoghi dove in due anni di lotte sono stati conquistati contratti, orari e diritti. Prima via Carpi, con il tir che prova a forzare il presidio e le aggressioni denunciate dai lavoratori. Poi via Ghisleri, con un carico intercettato e un operaio travolto. Ora il punto di pressione si sposta al magazzino di Seano, in via Copernico. Il Sudd Cobas parla di altissima tensione e accusa l’azienda di avere invitato i pronto moda a forzare il picchetto. Gli operai restano davanti agli ingressi, mentre il sindacato convoca una conferenza stampa d’urgenza nello stesso magazzino. Chiedono il ritiro dei licenziamenti, lo stop ai carichi fuori sede e il rientro dell’attività negli spazi ufficiali. I furgoni continuano a girare nella zona. Il presidio resta.
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