Prato, un gruppo di artisti e un monaco studiano come valorizzare la Calvana
Alla Corte di via Genova una giornata di riflessione sull’area protetta
PRATO. Pecorio, baccelli e carasau, tutto doc dalla nostra Calvana, per brindare al successo di un particolare evento conclusivo dell’edizione 2025 del progetto Toscana art industry, inventato tanti anni fa da Chiara Bettazzi, allestito sempre nella storica sede di via Genova 17. “Vibrazioni Calvana” ne è il titolo, curato di Chiara Bettazzi e Lorenzo Vacirca, come ultimo appuntamento di discussione e mediazione attorno alla Calvana e Cavagliano, accogliendo, in un display organico, non solo lavori degli artisti realizzati negli ultimi mesi, ma anche i contributi forniti delle associazioni attive sul territorio e dagli archivi privati integrati alla ricerca. Il progetto mira a suggerire e valorizzare convergenze e similitudini tra diverse attività condotte in Calvana, distanti nel tempo e nelle intenzioni ma vicine in quanto a sensibilità e sviluppo formale, che sottolineano il forte legame di Prato con l’Area Protetta della Calvana, tuttora luogo di forte interesse.
L’evento, in apertura ieri, sabato 11 aprile, e aperto al pubblico solo oggi domenica 12, dalle 11 alle 20, coinvolge due spazi della Corte di via Genova. Habitat si concentra su Cavagliano, antico borgo medievale situato sulle pendici della Calvana, sviluppando un percorso articolato tra ricerca, rielaborazione artistica e costruzione di un archivio collettivo del territorio. La prima e più ampia fase di ricerca ha visto il gruppo di lavoro aprirsi alle sollecitazioni multidisciplinari fornite dalle varie realtà, coinvolte con l’intento di mettersi in ascolto del luogo e dei significati che questo ha assunto nel corso dei decenni. Tramite tavoli di lavoro aperti, la ricerca ha accolto informazioni provenienti dai vari ambiti disciplinari creando un archivio di informazioni utili per la successiva fase di divulgazione e rielaborazione poetico-visiva attivata grazie al coinvolgimento di cinque artisti e artiste selezionate tramite open call: Enrico Budri, Rebecca Ceccatelli, Caterina Piccini, Tina Squillace e Francesca Zanardi. Il primo appuntamento pubblico condotto dalle artiste Francesca Zanardi e Tina Squillace ha visto un gruppo di 24 persone partecipare ad una sessione di ascolto collettivo guidato nei pressi della Chiesa di San Biagio, a Cavagliano. L’attività, centrale nella ricerca delle due artiste, ha coinvolto Dada Tiirthadevananda, monaco di Ananda Marga che ha condotto una sessione di ascolto e riconnessione all’ecosistema della Calvana.Tanti pratesi, giovani e meno giovani all'inaugurazione, come l'architetto Giuseppe Centauro e l'ex assessore alla cultura Simone Mangani, che ha sempre supportato Tai, e i rappresentanti delle realtà che hanno collaborato, come Associazione Acquerino Cantagallo, Associazione Salvaguardia e Sviluppo Calvana, Archivio Sergio Tassi, Archivio Silvestro Bardazzi, Club Alpino Italiano, Centro Ricerche Prato, Collezione Giuseppe Centauro, Gruppo Archeologico l’Offerente, Tutela Ambiente Montano, Unione Speleologica pratese.