Prato, fa discutere il “cubo bianco” spuntato sulla Calvana
È la villa in stile californiano, progettata dallo Studio Casamonti, che l’imprenditore Giovanni Nigro sta costruendo con l’ok della Commissione paesaggio
PRATO. Mentre a Firenze da mesi si discute sul cosiddetto “cubo nero”, gli edifici nati al posto dell’ex Teatro Nazionale ora oggetto di un’inchiesta della Procura, a Prato è spuntato un “cubo bianco”. Si tratta della villa in stile californiano, progettata dallo studio Casamonti di Firenze, che il costruttore Giovanni Nigro, il numero uno a Prato e non solo (tra le sue realizzazioni anche il Viola Park di Bagno a Ripoli) sta tirando su in via della Rimpolla, alle pendici della Calvana.
Da qualche giorno la questione agita i social. A dare la stura alla discussione è stato un post sulla pagina Facebook “Sei di Prato se” con una foto della villa vista dalla città e decine di commenti, tra favorevoli e contrari. Quel post poi è stato cancellato, ma sabato è stato ripreso dal blogger e già candidato sindaco Jonathan Targetti che ripropone il tema, e il suo post è stato se possibile ancora più commentato.
Si parla di un “cubo bianco” perché l’effetto cromatico della villa è ben visibile anche da lontano in mezzo alla vegetazione della Calvana.
Il parallelo col “cubo nero” di Firenze però si ferma qui, perché oggettivamente si tratta di due casi molto differenti. A Prato non c’è nessuna inchiesta sul “cubo bianco”, la villa non è in mezzo a un centro rinascimentale e formalmente è tutto in regola. Giovanni Nigro ha chiesto e ottenuto tutte le autorizzazioni per la ristrutturazione di un immobile già esistente, compresa quella della Commissione comunale paesaggio. Fondamentalmente in questo caso si tratta di una questione estetica. Il via libera della Commissione paesaggio, presieduta dall’ex dirigente comunale Riccardo Pecorario, è arrivato nel 2021 e i lavori vanno avanti. Il diretto interessato, Nigro, preferisce non commentare la discussione che si è accesa sulla sua villa e Riccardo Pecorario spiega che in genere la Commissione paesaggio cerca di far dialogare l’esistente con le nuove tendenze dell’architettura. De gustibus, insomma, non disputandum est e ognuno potrà farsi un’opinione sulla bellezza dell’opera e sul suo rapporto col contesto. Anche quel vicino di casa di Nigro a cui la stessa Commissione paesaggio tempo fa ha chiesto di rimuovere un abete nano perché è considerata una specie aliena e sulla Calvana non ci può stare.