Prato, in città sfila Remigrazione e tre piazze restano blindate per ore: due si riempiono al grido di “Mai più fascismo” – Video
Tricolori in piazza Ciardi portati dagli estremisti di destra, antifascisti tra Duomo e Carceri. Ottocento presenti, nessuna tensione
PRATO Tre piazze nello stesso pomeriggio, tre manifestazioni a poche centinaia di metri di distanza. La città resta blindata per ore mentre elicottero e pattuglie presidiano il centro storico. Alla fine non si registrano tensioni. Il presidio del comitato Remigrazione e conquista si svolge in piazza Ciardi, dopo il cambio di location deciso nelle ore precedenti. In origine l’iniziativa era stata autorizzata in piazza Europa. Da ieri sera però lo spazio è occupato dalle tende dei lavoratori e degli attivisti del sindacato Sudd Cobas.
Dal Mercato Nuovo parte un breve corteo. Alcune centinaia di manifestanti arrivati da varie regioni attraversano poche strade del centro e raggiungono piazza Ciardi dietro uno striscione con la scritta “Remigrazione”. Tricolori alzati sopra la folla. Cori scanditi più volte: «Italia, nazione, remigrazione». In diversi momenti dalla piazza parte anche l’inno di Mameli.
Il presidente del comitato Luca Marsella interviene a margine della manifestazione. «Avevamo una piazza autorizzata che è stata occupata. Ci chiediamo perché non si sia intervenuti e perché a quella gente sia stato consentito di restare». Poi aggiunge: «Noi abbiamo agito con senso di responsabilità. Avevamo il diritto di stare in piazza Europa». Marsella ricorda anche la proposta di legge popolare sulla remigrazione. «Abbiamo già raccolto oltre 130mila firme. Continueremo la raccolta per dare forza alla proposta».
A poche centinaia di metri, in piazza del Duomo, si svolge la manifestazione convocata da Sudd Cobas, Collettivo di fabbrica Gkn e Comitato 25 Aprile. Circa quattrocento persone seguono gli interventi dal palco. Molti lavoratori del distretto tessile, numerosi di origine straniera. Sul palco parlano operai, sindacalisti, attivisti.
Nel comunicato diffuso dal sindacato la mobilitazione viene rivendicata come una risposta politica alla presenza del comitato sulla remigrazione. «Ha vinto la Prato operaia e antifascista», scrivono i Cobas. Il testo richiama la memoria dei 133 operai pratesi deportati nel 1944 e lega quella storia alle battaglie dei lavoratori migranti del distretto. Dalla piazza emerge anche il rammarico per la mancata unità delle sinistre. Più interventi sottolineano che non è stato possibile convergere su un’unica manifestazione.
Un’altra piazza si riempie nello stesso momento. In piazza Santa Maria delle Carceri si svolge la contromanifestazione con lo slogan “Mai più fascismi”. Una lunga bandiera della pace viene stesa davanti alla basilica. Partecipano circa quattrocento persone. In piazza ci sono rappresentanti di associazioni, sindacati e partiti. Presenti il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’ex sindaco di Prato Matteo Biffoni, l’assessora all’istruzione e alla memoria Alessandra Nardini e l’assessora alla cultura Cristina Manetti.
La mobilitazione è promossa da Arci, Acli e da una rete di sigle civiche e politiche. Dal palco si susseguono interventi contro l’iniziativa sulla remigrazione e contro le organizzazioni che la sostengono, tra cui CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani.
Le tre piazze restano separate per tutta la durata delle iniziative. Le forze dell’ordine presidiano le vie di accesso al centro storico. Volanti, reparti mobili, pattuglie dei carabinieri. Un elicottero sorvola la zona per buona parte del pomeriggio. La giornata si chiude senza scontri.
