Gli aggiornamenti
Pontedera, torna a parlare Menichini: «Tutta la verità sul mio esonero, la retrocessione? Non è colpa mia»
Parla l’ex tecnico granata: «L’ultima vittoria che abbiamo vinto in panchina c’ero io»
PONTEDERA. A quasi 10 mesi dal suo esonero Leonardo Menichini, ex tecnico del Pontedera, torna a parlare affidando il suo pensiero a Il Tirreno. Esprime tutta la gratitudine per la città e molto rammarico per com’è finita l'avventura con un esonero, che ancora oggi è difficile da comprendere.
Mister, sta seguendo le vicende dei granata da lontano?
«Si, anche se non conosco bene le squadre del girone D della Serie D in cui è inserito il Pontedera. Dalle notizie che mi arrivano è una squadra molto giovane e completamente rinnovata, quindi va assemblata, serve tempo. Auguro tutto il bene, spero possa fare il meglio e soprattutto tornare nella categoria che gli compete».
In città ha lasciato bei ricordi nella gente, lei come giudica l’esperienza in granata?
«Sento ancora molte persone e questo per me è superiore rispetto alla valutazione fatta sul mio lavoro. Pontedera ha rappresentato una famiglia, voglio citare in particolar modo Oltrera, dove mi sono trovato molto bene. Sono legato a questa città, spero di tornare presto per salutare gli amici».
Riavvolgiamo il nastro dei ricordi a partire dal suo arrivo in sostituzione di Agostini.
«Quando siamo arrivati abbiamo provato ad incidere passando alla difesa a 4 dopo poche partite. Arrivato il calciomercato invernale parlando con la società è emersa la necessità di fare degli innesti. Gli arrivi di Scaccabarozzi, Vitali e Moretti in particolare hanno permesso di fare il cambio di marcia arrivando a conquistare i playoff, uscendo al primo turno sul campo della Vis Pesaro senza perdere. Anzi, siamo andati vicini a passare il turno venendo raggiunti al 94’».
La stagione successiva cosa è successo?
«Siamo partiti con l’obbiettivo di centrare la salvezza attraverso la costruzione di una squadra giovane. I numeri fino al mio esonero indicavano che stavamo rispettando la tabella di marcia. Nel frattempo si stata materializzando un cambio di proprietà sul quale non esprimo giudizi non avendone i titoli per farlo, però posso dire che il mio allontanamento sia stato frettoloso. L’ultima vittoria dei granata è arrivato con me in panchina, poi solo pareggi. Sinceramente è un esonero che anche adesso a distanza di tempo non ho digerito bene; mancava poco al mercato e c'era la possibilità di apportare piccoli correttivi. Sono convinto che avremmo potuto lottare per la salvezza con buone possibilità di centrarla. Non mi sento responsabile della retrocessione del Pontedera».
Si parla di rapporto ottimo con i calciatori.
«Mi ascoltavano tutti e c'era molta disponibilità anche da chi aveva meno spazio. Pare che si siano opposti al mio esonero ma quando viene presa una decisione è molto difficile tornare indietro».
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