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A Selvatelle il gusto vero della Toscana: inizia la 38° Sagra della Lepre e del Cinghiale, un mese di festa in paese

di Redazione web

	La Sagra della Lepre e del Cinghiale a Selvatelle 
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La Sagra della Lepre e del Cinghiale a Selvatelle 

Giunta alla 38esima edizione, la manifestazione anima i weekend fino all'11 ottobre con ricette tramandate da generazioni e il lavoro instancabile delle associazioni locali

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TERRICCIOLA. Un esercito di volontari, le cuoche del paese in azione e i sapori tipici della Toscana autentica che si prendono la scena. A Selvatelle, nel comune di Terricciola, in provincia di Pisa, l’autunno inizia con un profumo preciso: quello della tradizione. Da quasi quarant'anni il paese ai piedi dell'alta Valdera si trasforma in un punto di ritrovo per chi ama la cucina toscana e l'atmosfera delle sagre paesane. Da sabato 26 settembre prende il via la 38ª edizione della Sagra della Lepre e del Cinghiale, un appuntamento che nel tempo è diventato parte dell'identità del territorio, e che si ripeterà nei fine settimana del 26-27 settembre, del 2-3-4 e del 10-11 ottobre.

Un mese di festa, tra cene, pranzi e musica

La manifestazione si svolge negli spazi della Filarmonica San Martino, nel cuore del paese, con un calendario ormai collaudato: cene il venerdì dalle 20:30, il sabato dalle 20, e una doppia possibilità la domenica, con il pranzo delle 12 e la cena delle 19. Ma la sagra di Selvatelle non è solo tavola: ogni sera, dopo cena, e la domenica anche a pranzo, l'appuntamento si trasforma in festa vera e propria, con musica dal vivo e balli che animano la sagra fino a tarda ora, richiamando famiglie, giovani e appassionati delle sagre di paese da tutta la provincia. Un ritmo che accompagna migliaia di visitatori, attirati non solo dai piatti tipici ma dall'atmosfera familiare che da sempre caratterizza la festa.

Una cucina che racconta il territorio

Il menù è il vero biglietto da visita della sagra, costruito attorno a ricette che difficilmente si trovano altrove, tramandate di generazione in generazione e cucinate ancora oggi con le mani sapienti delle cuoche del paese. Gli antipasti aprono con i crostini di polenta accompagnati da sughi di lepre e di cinghiale, un assaggio che introduce alla tradizione venatoria della zona. I primi piatti sono un omaggio alla cucina toscana: pappardelle alla lepre e pappardelle al cinghiale, affiancate da proposte più semplici come le penne al pomodoro e le penne "Il Gelso", condite con pomodoro, funghi e salsiccia. Tra i secondi spiccano le preparazioni più legate alla storia gastronomica locale: lepre in salmì con olive, cinghiale in salmì con olive, scamerite e salsicce alla brace, fino alla bistecca di vitello. I contorni, essenziali ma immancabili, includono polenta fritta, patate fritte e fagioli, sia lessi sia all'uccelletto. A chiudere, i dolci della tradizione: cantucci con vin santo e crostata casalinga, un finale che profuma di casa e di ricordi d'infanzia.

Una comunità che si mobilita per l'evento

Dietro ogni piatto e ogni serata c'è l'impegno delle associazioni La Selva, Il Gelso e Filarmonica San Martino, insieme a decine di volontarie e volontari che da mesi lavorano per preparare la nuova edizione. Un vero e proprio esercito di persone che, con passione e dedizione, mette a disposizione tempo ed energie per accogliere migliaia di visitatori e far conoscere, anno dopo anno, il volto più autentico della cucina toscana. Il loro lavoro è la vera anima della sagra: dietro ai fornelli, ai tavoli e al servizio, un intero paese si stringe attorno a un appuntamento che sente proprio. Partecipare alla sagra significa infatti immergersi nella vita di un paese che, dal 1988, ha trasformato un evento gastronomico in un simbolo di comunità. Selvatelle non offre soltanto buon cibo: offre un modo di stare insieme che racconta la storia di un territorio e la passione di chi lo vive ogni giorno, fatta di accoglienza, sorrisi e voglia di condividere.

Le parole del sindaco

«La Sagra della Lepre e del Cinghiale è molto più di un evento gastronomico: è l'orgoglio di una comunità che da 38 anni si mette insieme per raccontare la propria identità», spiega il sindaco di Terricciola, Matteo Arcenni. «Un ringraziamento speciale va ai volontari delle associazioni La Selva, Il Gelso e Filarmonica San Martino, che con dedizione e passione rendono possibile ogni anno questa festa. Invito tutti a venire a Selvatelle per scoprire i veri sapori della tradizione toscana e vivere l'accoglienza autentica del nostro territorio».

Informazioni e prenotazioni

Per informazioni e prenotazioni: 331 3835268.

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