Il Tirreno

Pontedera

La scoperta

Dopo la frana a Palaia emerge un vecchio passaggio sotterraneo dentro la collina: il caso in Toscana e la spiegazione della sindaca

di Paola Silvi
Il cunicolo scoperto a Palaia
Il cunicolo scoperto a Palaia

Subito chiarita la natura dell’apertura: non è un ipogeo come quelli esistenti nel vicino borgo di Terricciola

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PALAIA. Una porta d'ingresso nel sottosuolo alla scoperta di un mondo nascosto. Un varco comparso nella parete collinare che corre lungo la strada provinciale nel comune di Palaia, che subito ha fatto sognare. Il maltempo della fine di marzo 2025 ha portato alla luce una vecchia cantina scavata nella collina. E il fascino della misteriosa scoperta trova subito una spiegazione.
Che cos'è
La somiglianza immediata con i tanti ipogei, ma anche con le gallerie e le cavità scavate dall'uomo, di cui quella zona della Valdera è ricca, ha accesso la speranza che si trattasse dell'ennesima perla archeologica da studiare e da ammirare. E invece l'ingresso del cunicolo che pare comunque attraversare per diversi metri le viscere della terra non nasconde segreti millenari, non custodisce reperti antichi. «Semplicemente una cantina», riporta tutti alla realtà la sindaca Marica Guerrini, ridimensionando, con consapevolezza, gli echi di una scoperta che poteva avere un gran valore storico. «Niente di clamoroso. Eravamo già a conoscenza del cunicolo – spiega la prima cittadina – che altro non è che non un seminterrato di proprietà privata chiuso da tempo».
Cosa è successo
Succede però che, inaspettatamente, durante i lavori di riqualificazione necessari per risistemare i danni causati dalle forti piogge delle scorse settimane che avevano fatto franare il terreno, compaia un accesso che in tanti, tra passanti e residenti, giurano di non aver mai visto prima. L'associazione tra la breccia appena aperta dal ripristino dell'area e i gioielli etruschi, tra i molti presenti sul territorio, l'Ipogeo del Belvedere, per citarne uno tra quelli visitabili, un'antica tomba del IV secolo a. C. nel vicino borgo di Terricciola, arriva repentina e spontanea. Del resto le testimonianze storiche in Valdera non mancano e casi di tracce di civiltà classiche ritrovate casualmente non sono poi un'eccezione. Ma stavolta, purtroppo, non si tratta di questo. Nessuna nuova occasione all'orizzonte per immergersi in un viaggio indietro nel tempo. «Con la frana – continua nel dettaglio Guerrini - era crollato il costone ma ora non resta che richiuderlo. I proprietari ci hanno già contatto per richiedere l'intervento. La zona in precedenza era stata volutamente bloccata per motivi di tutela e sicurezza. Per evitare insomma che le persone, spinte proprio dalla curiosità vi entrassero e danneggiassero l'area ma soprattutto si mettessero in pericolo». Così, archiviato il sapore del ritrovamento secolare, la conferma giunge anche dalla Provincia di Pisa. «Mentre gli addetti ai lavori, tecnicamente, stavano grattando la parete argillosa – ripercorrono i passaggi - si è rilevata questa cantina che pare fosse uno stoccaggio di prodotti agricoli. Sul posto insieme ai nostri operatori è intervenuta anche la sindaca che già stava predisponendo, dopo aver ovviamente contattato i proprietari, le prossime mosse per recuperare la situazione originaria».

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