Il Tirreno

Pistoia

La tragedia

Pistoia, 16enne morto nello schianto in moto: si indaga per omicidio stradale

di Luca Signorini
La vittima aveva 16 anni
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La vittima aveva 16 anni

Aperto un fascicolo in Procura in seguito allo scontro di lunedì 26 ottobre costato la vita a Bryan Ioanna. Nelle scorse ore all’istituto Einaudi il momento di commemorazione dei compagni

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PISTOIA. La Procura ha aperto un fascicolo con ipotesi di reato di omicidio stradale in seguito al drammatico incidente avvenuto nel primo pomeriggio di lunedì che è costato la vita a Bryan Ioanna, 16 anni appena, studente dell’istituto Einaudi di Pistoia che i suoi compagni – insieme a professori e dirigenza scolastica – hanno ricordato ieri mattina in un momento di raccoglimento fuori dalla scuola superiore, in questi giorni di mobilitazione.

La procura

Sempre la Procura, nell’apertura del fascicolo di indagine, ha disposto sul corpo del giovanissimo di eseguire l’esame esterno per accertarne con esattezza le cause della morte.

La tragedia poco dopo le 14 di lunedì nel centro di Spazzavento, a un centinaio di metri dalla Casa del Popolo, non lontano dall’incrocio con via di Gabbiano. Ioanna viaggiava in sella alla sua moto sulla regionale Lucchese verso Masotti, per fare rientro a casa, quando si è scontrato con un furgoncino che procedeva nella direzione opposta (Pistoia). Terribile lo schianto, il ragazzo dopo l’impatto è finito sotto il furgoncino. Saranno gli accertamenti a chiarire le traiettorie dei due mezzi e che cosa sia successo negli istanti prima dell’urto. Fatto sta che il sedicenne è deceduto in ambulanza durante il trasporto verso l’ospedale San Jacopo.

Ioanna frequentava l’istituto professionale Einaudi di via Pacinotti e viveva in via di Cagnano, a Castellina di Serravalle, con il padre Daniele Ioanna, piastrellista in pensione, e la madre Sabrina Bellavia, dipendente del call center di via Galilei a Sant’Agostino. Aveva un fratello maggiore, Michael.

La commemorazione

Ieri all’Einaudi grande commozione per la prematura scomparsa del compagno di scuola. Così gli studenti, i professori e tutto il personale scolastico lo hanno ricordato con uno striscione affisso sul cancello dell’istituto e con un sentito momento di commemorazione. «Gli studenti e le studentesse hanno voluto rendere omaggio al compagno scomparso, ritrovandosi spontaneamente all’esterno della scuola. Alcuni striscioni in sua memoria e alcuni minuti di silenzio hanno accompagnato un momento intenso, vissuto con grande rispetto, maturità e compostezza – afferma Samuela Breschi, consigliera comunale a Pistoia e presidente del Consiglio d’istituto all’Einaudi – con sensibilità e senso di responsabilità hanno saputo trasformare il dolore in un gesto collettivo di vicinanza, dimostrando quanto siano importanti i legami che si costruiscono ogni giorno tra i banchi di scuola. Nessuna tensione, ma il desiderio di stare insieme, ricordare il compagno e condividere un momento tanto difficile».

«La preside, Elena Pignolo, si è unita ai ragazzi, insieme ai vicepresidi Francesca Susini e Matteo Mazzone, condividendo con loro il momento di raccoglimento – va avanti Breschi – particolarmente significativo è stato il ringraziamento rivolto dagli studenti alla dirigente e allo staff di vicepresidenza per la vicinanza dimostrata, la disponibilità e, soprattutto, l’ascolto riservato loro in queste ore difficili. La dirigenza ha voluto offrire ai giovani uno spazio di confronto e di espressione, prestando attenzione alle loro emozioni e alle loro esigenze, con l’obiettivo di tutelarli e accompagnarli in un momento di particolare fragilità».

Aggiunge la consigliera comunale: «Un gesto che ha rappresentato non soltanto un momento di commemorazione, ma anche una testimonianza concreta di fiducia, solidarietà e appartenenza alla comunità scolastica. La mattinata dell’Einaudi lascia un messaggio importante: la scuola non è soltanto un luogo di apprendimento, ma una comunità capace di ascoltare, accogliere e sostenere. Gli studenti, con il loro gesto, e la dirigenza, con la propria presenza e disponibilità al dialogo, hanno dimostrato che anche nei momenti più dolorosi è possibile ritrovarsi, riconoscersi e stringersi in un unico, grande abbraccio».

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