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Da 25 anni valorizza i sapori della montagna: il ristorante di Cutigliano premiato per la quinta volta da Slow Food

di Carlo Bardini

	Tre immagini del ristorante di Cutigliano
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Tre immagini del ristorante di Cutigliano

Il ristorante Nonno Cianco di Cutigliano conquista per il quinto anno consecutivo la Chiocciolina Slow Food grazie alla cucina tradizionale e ai prodotti locali a chilometro zero

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CUTIGLIANO. Non è un piatto singolo che fa la differenza, ma il lavoro di tutti i giorni in cucina, frutto di una visione legata al territorio e alla valorizzazione dei prodotti locali. Ed è grazie a questa scelta di puntare sui cibi a chilometro zero che il ristorante Nonno Cianco di Cutigliano è riuscito a risultare una delle migliori osterie d’Italia secondo Slow Food, conquistando la Chiocciolina, simbolo di questa peculiarità.

Nonno Cianco conquista la quinta Chiocciolina Slow Food

I protagonisti di questo risultato sono i gestori dell’attività, Andrea Alisi, sua moglie Tatiana Strufaldi e la figlia Olga. Da sempre attenti ad abbinare tradizione e innovazione ai fornelli, per loro è la quinta Chiocciolina conquistata. Un riconoscimento che testimonia l’impegno costante nel tempo.

«Per noi è il quinto anno di seguito che veniamo premiati da Slow Food con la Chiocciolina – spiega Andrea Alisi –. Vengono premiate quelle realtà italiane che si distinguono per una certa visione e per l’utilizzo dei prodotti a chilometro zero. Si viene così a creare una rete di attenzione al cibo utilizzato e al modo di cucinarlo, che coinvolge tutti gli attori, a partire soprattutto dai nostri fornitori».

Come funziona la selezione delle osterie Slow Food

Di solito la selezione di Slow Food avviene nei mesi primaverili. Una rappresentanza dell’associazione entra nel locale, ordina, degusta e solo alla fine si presenta. A quel punto, per i valutatori, è tutto chiaro: la gentilezza nell’accogliere il cliente, la qualità del cibo, il modo di cucinare e la preferenza per i prodotti locali. Tutti elementi che concorrono alla scelta di conferire o meno la Chiocciolina.

Per Andrea e Tatiana, insieme alla figlia Olga e al personale – una persona in sala e tre in cucina – è arrivato anche quest’anno il riconoscimento per il progetto che portano avanti da tempo, puntando su una cucina di qualità. Così, sfogliando la Guida Slow Food delle Osterie d’Italia, nella sezione dedicata alla Toscana si troverà anche Nonno Cianco.

Patate, funghi, castagne e formaggi: i prodotti del territorio

Quali sono i prodotti locali scelti da Alisi? «Ad esempio le patate – dice il ristoratore –, i frutti del sottobosco, i funghi, le castagne, le farine e i formaggi. La nostra cucina è tradizione e attualizzazione. A volte mi è capitato di scegliere ricette che mia moglie mi indica come conosciute da sua madre e, certamente senza tradirle, le ho riadattate all’attualità».

La sua è una vita caratterizzata dall’amore per il cibo e per la cucina: prima a Firenze, grazie alla famiglia d’origine, e da 25 anni a Cutigliano, con il ristorante situato ai piedi della funivia alla Doganaccia.

La cucina della Montagna pistoiese come risorsa turistica

«Quello che vorrei sottolineare – conclude Andrea Alisi – è che non siamo l’unica realtà sulla Montagna pistoiese a portare avanti un certo modo di cucinare. Ci sono molti altri ristoranti che esaltano la tradizione e l’importanza dei prodotti locali. Da noi in montagna, negli ultimi anni, si è formata una certa cultura del cibo».

A confermare quanto Alisi creda nell’importanza della cucina, non solo come patrimonio di tradizioni e prodotti a chilometro zero, ma anche come leva turistica, c’è il suo ruolo di presidente della Comunità del cibo locale.

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