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Pistoia, Tari sui dehors: niente accordo. I ristoratori annunciano i ricorsi

di Tiziana Gori
Pistoia, Tari sui dehors: niente accordo. I ristoratori annunciano i ricorsi

Confcommercio denuncia l’esito negativo dei tre incontri con l’amministrazione. Andreotti: quattro avvisi per 24mila euro, chiedevamo di non pagare gli interessi

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PISTOIA. Tre incontri, nessun accordo e adesso la prospettiva dei ricorsi individuali. Si chiude senza la soluzione auspicata da Confcommercio il confronto con l’amministrazione comunale sugli accertamenti Tari per i dehors di bar e ristoranti. Le richieste riguardano le annualità dal 2022 al 2025 e, in alcuni casi, raggiungono decine di migliaia di euro. Fra gli esercenti coinvolti c’è Daniele Andreotti, referente dell’associazione per gli operatori del centro: «A noi sono arrivate quattro buste, per un totale di circa 24mila euro».

Gli avvisi, racconta Andreotti, hanno cominciato a essere recapitati alla fine di luglio. Nel suo caso sono arrivati all’inizio di agosto. «Non sapevamo di questi pagamenti. Negli anni precedenti non mi è mai arrivata una Pec o una raccomandata. Quello che ci è stato chiesto lo abbiamo sempre pagato», sostiene. Al centro della contestazione c’è dunque, prima ancora dell’importo, l’informazione agli esercenti sull’obbligo di corrispondere la Tari anche per gli spazi esterni su suolo pubblico.

Secondo Andreotti, sulla base dei dati raccolti dall’associazione, la situazione riguarderebbe il 98% delle aziende pistoiesi con dehors. Un dato che il referente richiama per sostenere che non si tratti di pochi casi isolati: «Quando la quasi totalità dei locali si trova in queste condizioni, bisogna riconoscere che c’è stata una mancanza». La vicenda, aggiunge, va oltre il centro storico: fra le attività interessate cita anche la pizzeria di Gello e la Capannina di Bottegone.

Confcommercio riferisce di aver effettuato un censimento delle imprese associate coinvolte e di aver poi cercato una soluzione con il Comune. Gli incontri, spiega Andreotti, sono stati tre, con l’assessore Nesti; quello conclusivo si è svolto mercoledì 7 ottobre, alla presenza anche del legale dell’amministrazione. Secondo il suo racconto, nel confronto è stata sostenuta l’assenza delle condizioni per rivedere gli atti inviati da Alia.

«Non diciamo di non pagare», precisa Andreotti. La richiesta, spiega, era di corrispondere la Tari sui dehors con la riduzione del 50%, ma senza le sanzioni applicate. «Questa situazione è stata gestita con leggerezza. Si parla di centinaia di migliaia di euro e qualcuno rischia la chiusura. Anche il sindaco avrebbe dovuto prendere posizione». La critica è ripresa nella nota diffusa ieri da Confcommercio: «Nessuno mette in discussione che ciò che è dovuto, se dovuto, debba essere corrisposto». Per l’associazione, però, un’operazione che coinvolge numerose imprese e annualità pregresse avrebbe richiesto un intervento più mirato, capace di attenuare le conseguenze sui bilanci ed evitare un contenzioso.

Ora Andreotti annuncia che lui e altri esercenti procederanno individualmente per tutelare le proprie ragioni. Confcommercio, pur prendendo atto dell’esito negativo del confronto, lascia aperto uno spiraglio: prima delle prossime scadenze procedurali auspica ancora «una soluzione sostenibile, nell’interesse delle attività, dell’amministrazione stessa e della città».

La protesta era emersa già durante l’estate. Fra i primi casi raccontati c’era quello del Voronoi di piazzetta dell’Ortaggio: circa 24mila euro richiesti per un dehors di 75 metri quadrati. Uno degli esempi del peso economico degli accertamenti, ai quali adesso si aggiunge, per chi deciderà di contestarli, la prospettiva di spese e tempi del percorso giudiziario.

La posizione del Comune è attesa per oggi: l’amministrazione ha annunciato che interverrà sulla vicenda con una nota.


 

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