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A Pavana l’ultimo saluto a Francesco Guccini, la figlia: «Buon viaggio babbo» – Sul feretro le foto dei gatti e il libro “Maigret a Parigi”
Una quarantina i presenti alla funzione laica privata, anche il cardinale Zuppi. Fuori dall’abitazione del cantautore i fan hanno accompagnato con un lungo applauso l'ultimo saluto al "Maestrone”
PAVANA. Una benedizione e una preghiera del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, hanno concluso le esequie private, celebrate in forma laica, di Francesco Guccini, questa mattina a Pavana, frazione del comune di Sambuca Pistoiese, sull'Appennino tosco-emiliano. Al termine della cerimonia nella corte esterna della casa dell'artista, la moglie del cantautore, Raffaella Zuccari, si è commossa. Accanto a lei c'erano la figlia Teresa e la madre Angela Signorini.
Le foto dei gatti e il libro “Maigret a Parigi”
Sulla bara, tra gli oggetti scelti per accompagnare il cantautore emiliano nell'ultimo viaggio, sono stati deposti il libro "Maigret a Parigi" dello scrittore Georges Simenon, un collage con le fotografie dei suoi amati gatti e un cuscino composto da arbusti, fiori e bacche raccolti nei boschi che circondano la casa di famiglia. Numerosi fan si sono raccolti lungo la strada a Pavana, in attesa del passaggio del feretro per rivolgere un ultimo saluto al cantautore, profondamente legato per tutta la vita a questi luoghi dell'Appennino, che ha raccontato anche nei suoi libri.
La cerimonia e l’applauso
La benedizione ha preceduto l'ultimo saluto della famiglia e degli amici, una quarantina in tutto i presenti. Poi il feretro è stato portato fuori dalla casa. Ad attenderlo c'erano fan e compaesani, radunati lungo la strada. Un lungo applauso ha accompagnato l'uscita della bara e il passaggio del carro funebre, diretto verso Bologna. Il feretro è stato trasferito al tempio crematorio di Borgo Panigale. Successivamente, secondo le volontà del cantautore, le sue ceneri torneranno nel paese dell'Appennino e saranno tumulate nel cimitero comunale di Pavana, dove anni fa aveva acquistato ua tomba vicina a quelle dove riposano i suoi genitori, il padre Ferruccio Guccini (1911-1990) e la madre Ester Prandi (1914-2009).
I ricordi della figlia
Durante la sobria cerimonia, la figlia Teresa ha ricordato il padre attraverso alcuni episodi della loro vita quotidiana e una riflessione sul rapporto con le domande e con la ricerca: «Le domande non sono mai riuscita a fartele tutte. Il più grande regalo che mi hai fatto è sapere dove andare a cercare. Oppure non smettere mai di porsele, quelle domande, senza avere per forza una risposta. È questo che volevi insegnarmi?». Teresa, a cui il padre dedicò "Culodritto", uno dei brani più personali del cantautore, contenuto nell'album "Signora Bovary" del 1987, ha quindi ricordato i momenti più semplici trascorsi insieme: «Sono orgogliosa di quella attenzione rara che riuscivo, alle volte, a rubarti», ha detto, ricordando «dal semplice panino con la mortadella al bar Roberto alla lettura dei quotidiani».
Nel suo intervento ha parlato anche della dimensione spirituale del padre. «Tu avevi una visione panteistica della spiritualità che mi hai saputo trasmettere». Il suo saluto si è concluso con poche parole: «Buon viaggio, babbo».
Le parole del cardinale Zuppi
Nel corso della cerimonia ha preso la parola anche il cardinale Zuppi, che ha ricordato una conversazione avuta con Guccini sul tema dell'ultimo saluto: «Un giorno Francesco disse che sarebbe stato contento della mia presenza, con annessi e connessi, per poi aggiungere che, qualora le parti si fossero invertite, lui avrebbe potuto, in Cattedrale o dove non so, presenziare con il suo saluto. Tocca a me».
Zuppi ha ricordato Guccini come un uomo che si definiva «agnostico possibilista» rispetto alla fede cristiana e che aveva mantenuto per tutta la vita un atteggiamento di ricerca. «Dicevi di te di essere "agnostico possibilista”. In ricerca. Una cosa è certa: ci sembra impossibile salutarti e misurare l'assenza, come hanno fatto tantissimi amici tuoi (quanti ne avevi!) che si sono sentiti tutti un po' più soli».
L'arcivescovo di Bologna ha pii sottolineato il ruolo della poesia e della musica nella produzione di Guccini e nella relazione con il suo pubblico: «Avviene sempre così nella poesia e nella musica, che donano parole ai sentimenti e generano sentimenti che parlano all'interiorità. La poesia e la musica generano sempre altra poesia e aiutano a far cantare il cuore». Nel ricordare la personalità del cantautore, Zuppi ha parlato di «discrezione, garbo, eleganza antica, timidezza», insieme alle «radici di sapienza antica» che derivavano dalla sua formazione e dal legame con la montagna. «Cresciuto tra i saggi ignoranti di montagna, che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia». Uno dei passaggi centrali dell'intervento del presidente della Cei e è stato dedicato al concetto di grandezza e al valore attribuito da Guccini all'umanità e alla solidarietà: «Servono giganti, e quelli che piacciono al Signore non sono i grandi di questo mondo ma quelli con il cuore grande, con tanta umanità, gratuita, che condivide e non calcola, che dona e non possiede».
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