Funivia Doganaccia-Corno alle Scale, bocciato il progetto. Giani: «Ma andiamo avanti coi correttivi»
Parere negativo al collegamento. Il presidente toscano: «Un’opera da fare, rispetteremo le indicazioni per realizzare un intervento sostenibile»
CUTIGLIANO. «La Conferenza dei servizi si è chiusa in modo negativo». Il progetto del collegamento tramite funivia tra la Doganaccia e il Corno alle Scale, al vaglio della Conferenza dal 12 luglio del 2024, non è stato approvato. «Non ha passato – spiega Luca Marmo, presidente della Provincia – il vaglio dell'incidenza sugli habitat, nello specifico sul sito di interesse comunitario appartenente alla Rete Natura 2000. Può essere modificato o integrato ed essere oggetto di una nuova Conferenza. Questo sarà oggetto di valutazione successiva».
L’opera, dal costo di quasi 16 milioni (dieci dallo Stato, sei dalla Regione) prevedeva la costruzione ex novo di un impianto funiviario dalla Doganaccia al Corno alle scale, con doppia fune portante di due chilometri, partendo da Prato alla Nevosa in prossimità delle pendici del versante ovest del monte Cupolino.
L’idea di collegare il versante pistoiese (Doganaccia) con quello bolognese (Corno alle Scale) era nata già negli anni ’90. L’obiettivo principale era quello di creare un grande comprensorio turistico capace di attrarre flussi da entrambi i versanti, potenziando non solo lo sci, ma anche il turismo lento e le attività outdoor estive. Se la presidenza della Regione Emilia ha mantenuto un entusiasmo tutto sommato contenuto, da parte toscana si è sempre creduto molto nell’opera. Nel 2017 la svolta, con la firma di un protocollo d’intesa tra le due Regioni, e lo stanziamento dei primi cinque milioni su un totale di 16.
È però apparso subito chiaro, dopo la firma del protocollo, che gli avversari non sarebbero mancati. Da una parte i sostenitori del progetto: istituzioni regionali, Comuni locali, associazioni di categoria (oltre 150 aziende della montagna si sono espresse a favore). Dall’altra gli oppositori: comitati come “Un altro Appennino è possibile” e associazione come Legambiente e Touring club, che hanno criticato l’opera definendola anacronistica, costosa e impattante sulla biodiversità.
La Conferenza ha preso atto dei pareri negativi dei settori Vas (Valutazione ambientale strategica), e Vinca (Valutazione di incidenza ambientale) della stessa Regione e anche di quella Soprintendenza. Viene però lasciato uno spiraglio: “Per dare attuazione all’accordo è necessario avviare un’ulteriore fase della progettazione che individui una soluzione alternativa con un’incidenza sostenibile”.
«La determinazione odierna – interviene Eugenio Giani – costituisce solo una fase del processo, senz’altro complesso e articolato, finalizzato a dare attuazione all’accordo tra presidenza del Consiglio dei ministri, Regione Toscana e Regione Emilia-Romagna. Proprio il fattivo contributo della Regione Toscana nell’ambito dei lavori istruttori, ha evidenziato la necessità di introdurre al progetto presentato le migliorie indispensabili a garantire la tutela dei valori ambientali e naturalistici dei territori che questa opera ospiteranno.
Anche dal punto di vista paesaggistico, alla luce dei rilievi del Ministero della Cultura, attraverso i gli uffici periferici competenti, si dovranno introdurre quegli accorgimenti che consentano il corretto inserimento degli impianti. I progettisti sono già al lavoro per produrre quanto necessario in modo che, con il supporto degli uffici regionali, auspicabilmente entro il prossimo autunno, si riprenda il percorso verso la realizzazione di questa opera, la cui strategicità è testimoniata dalla stipula dell’accordo con lo Stato con il relativo finanziamento.
Rispetteremo quindi – prosegue Giani – le indicazioni per definire un progetto che sia compatibile con tutte le prescrizioni che saranno opportune con la consapevolezza che per valorizzare la Toscana diffusa, le attività sciistiche, di cammino nel periodo estivo, di promozione paesistica e culturale di realtà come quelle che da Cutigliano attraverso il lago Scaffaiolo arrivano sul versante del Corno alle Scale, possano trovare la corrispondenza a un progetto che io ho trovato già impostato dal governo e dalle Regioni Toscana e Emilia-Romagna e che mi sento di condividere e portare fino in fondo secondo le definizioni progettuali più corrette e compatibili con l’ambiente, ma con la consapevolezza che questa è un’opera da fare».
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