C’è lo zampino di Veloso dietro una delle armi preferite del Pisa: il dato che fa sognare
Appese le scarpe al chiodo è entrato nello staff di mister Pippo Inzaghi
PISA. Tra le frecce in più nell'arco di Filippo Inzaghi c'è anche il gioco da fermo. Merito della bravura dei giocatori nerazzurri nel calciare punizioni e corner e della crescita nel modo di attaccare l'area avversaria.
Quello che storicamente era un punto debole di Inzaghi, ovvero le palle inattive, sia a favore che contro, sta diventando uno dei tanti punti di forza. E tra i segreti di questa crescita c'è sicuramente Miguel Veloso. Che dopo aver chiuso la sua grande carriera sul campo al termine della passata stagione, un torneo non troppo brillante sia per la squadra che per il portoghese, è tornato a Pisa a settembre nel nuovo ruolo di collaboratore tecnico di Inzaghi. Meriti che deve dividere con tutto lo staff, però avere un riferimento importante come l'ex nazionale portoghese è servito soprattutto a tanti ragazzi. In primis ad Angori, che lo ha sottolineato dopo la splendida punizione che ha portato il Pisa sul definitivo 3-0 a Cosenza. È un autogol di Micai, ma l’ex Pontedera lo ha propiziato con un bel sinistro a girare. I risultati, insomma, si vedono visto che i gol sugli sviluppi di una situazione di palla inattiva sono già arrivati a quota 20. Solo lo Spezia, con 23, fa meglio dei nerazzurri. Anche se la rete su punizione diretta manca dal 20 gennaio 2024 a Lecco. Ovvero da oltre 14 mesi. E guarda caso sul tabellino c’è impresso proprio il nome di Miguel Veloso. In quel freddo pomeriggio di gennaio in Lombardia Veloso sbloccò la gara vinta dal Pisa di Aquilani per 3-1, complice un'incertezza del portiere. Veloso è stato un vero specialista dei calci piazzati ed è stato prezioso anche nella rete probabilmente più importante della passata stagione, ovvero quella di Moreo alla Ternana al 90': palla telecomandata sulla testa dell'attaccante.
E dire che a Pisa si era poco abituati a far male agli avversari su palla inattiva. Nell'ultima sfida a Cosenza, invece, tutti e tre i gol nascono proprio così. Contro il Mantova il gol del 2-1 lo aveva segnato Caracciolo su angolo perfetto di Morutan. Insomma non è casuale se il Pisa sta sfruttando anche questo potenziale pur restando una squadra che fa del calcio in verticale il principale marchio di fabbrica. Tanti giocatori attaccano la porta sulle punizioni e i corner. A cominciare da Idrissa Touré, prima del bellissimo gol realizzato Cosenza aveva sfruttato una punizione di Angori spizzata da Meister a Cesena, ma anche con i vari attaccanti, con Piccinini e i difensori come Caracciolo e Canestrelli, già 2 e 3 reti all'attivo, e Giovanni Bonfanti che va spesso alla ricerca del suo primo gol in campionato.
Il Pisa di gente che sa calciare le punizioni ne ha parecchia. Oltre ad Angori e Morutan c'è ovviamente Matteo Tramoni ma anche Adrian Rus. E appare quasi strano che il gol su punizione diretta non sia ancora arrivato. Ma il fatto che la precisione venga messa al servizio dei compagni che vanno a staccare in area è pur sempre un merito. Il Pisa, da fermo, sfrutta molto anche le rimesse laterali. Soprattutto quelle di Bonfanti, ma anche Canestrelli lancia bene con le mani, che ha dato il via all'azione che ha portato ai gol di Piccinini contro il Brescia e a quello di Moreo con la Salernitana. Determinanti per due vittorie casalinghe.
Insomma, Inzaghi e lo staff studiano anche mosse alternative e non solo quelle più classiche. Sempre in tema di calci da fermo va detto che dal dischetto il Pisa ha fallito un rigore con Marin, nel 2-2 dell'andata col Cosenza, ma è andata a segno con Nicholas Bonfanti, ora al Bari, Arena, Rus e Tramoni. Tutte reti segnate nelle gare vinte con Salernitana, SudTirol, Palermo e Juve Stabia.