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Pisa: riapre l’ex Bar Nerone, aggiudicato anche il chiosco del Giardino Scotto - Chi sono i nuovi gestori

di Redazione Pisa

	L’ex Bar Nerone, a dx il chiosco del Giardino Scotto
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L’ex Bar Nerone, a dx il chiosco del Giardino Scotto

Il Comune ha concluso la selezione nell’ambito di “Pisa is much more-Botteghe, idee e futuro”, un progetto di rigenerazione commerciale

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PISA. Due fondi commerciali inutilizzati si preparano a tornare in attività, con l’obiettivo di contribuire alla rivitalizzazione del centro storico pisano. Il Comune ha concluso la selezione nell’ambito di “Pisa is much more-Botteghe, idee e futuro”, il progetto di rigenerazione commerciale finanziato con 42mila euro dalla Regione Toscana e 28mila euro di risorse comunali.

La procedura “Call for Ideas” ha raccolto dieci candidature, esaminate da una commissione che ha concluso i lavori l’8 ottobre. In base a quanto riportato nel provvedimento a firma del dirigente alle attività produttive del 3 novembre, il verdetto assegna l’ex Bar Nerone, in via Luigi Bianchi, a Giampiero Mugnai (Il Campano) per Ristorazione Mugnai Snc, mentre il chiosco del Giardino Scotto, sul lungarno Fibonacci, è stato assegnato a Cesare Camelo per Nemesi Srls.

Resta invece escluso l’ex tabacchi di via San Martino 112: le due proposte presentate non sono state giudicate coerenti con le finalità del bando.

Ma quali erano i criteri per aggiudicarsi gli spazi? La selezione non si è basata soltanto sulla sostenibilità economica delle iniziative. La griglia di valutazione attribuiva fino a 35 punti alla sostenibilità, intesa come capacità di dare continuità all’attività anche dopo i tre mesi di sperimentazione; 30 punti al legame con il territorio, attraverso la valorizzazione delle produzioni locali, della filiera corta o il rafforzamento di imprese già presenti nel centro storico. Altri 20 punti erano riservati alla qualità dei prodotti e dei servizi, compreso un orario di apertura più ampio del minimo richiesto, e 15 all’innovazione e alla capacità di animare il centro con proposte originali e interattive.

La misura offre condizioni particolarmente favorevoli ai soggetti selezionati. I locali saranno concessi gratuitamente per tre mesi, senza pagamento del canone, e il Comune sosterrà anche i costi delle utenze. Il progetto prevede inoltre risorse per il ripristino, la pulizia e la preparazione degli spazi. Gli operatori potranno contare sul supporto dell’amministrazione prima dell’apertura e durante la sperimentazione, anche attraverso l’assistenza dello Sportello unico per le pratiche necessarie.

Non si tratta però di una concessione senza impegni. È richiesta l’apertura per almeno 30 ore settimanali, distribuite su cinque giorni, garantendo le fasce 10-13 e 16-19. Occorrono inoltre il rispetto delle norme, un’adeguata copertura assicurativa e un allestimento coerente con il progetto. L’eventuale prosecuzione oltre i tre mesi sarà subordinata alle condizioni contrattuali stabilite dall’ufficio Patrimonio.

L’iniziativa punta dunque a fare delle botteghe temporanee non soltanto un’occasione per sperimentare nuove attività con costi iniziali ridotti, ma anche uno strumento per riportare persone, servizi e occasioni di incontro nelle strade cittadine. La vera sfida sarà capire quali esperienze riusciranno a consolidarsi una volta terminato il periodo gratuito, trasformando una sperimentazione di tre mesi in una presenza stabile nel tessuto economico pisano.

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