«Scritte fasciste sulla scuola», ma erano segnali del cantiere. Polemica a Pisa, poi il chiarimento e le scuse – Cosa è successo
L’allarme era stato lanciato da alcuni esponenti del Pd, poi il chiarimento: i presunti simboli sarebbero in realtà indicazioni legate ai lavori di rifacimento della facciata. Mazzeo e Zambito: «Errore, vero, ma non sarebbe stata la prima volta purtroppo in questi tempi di troppe nostalgie»
PISA. «Sui muri della scuola primaria Collodi di Porta a Lucca sono comparse scritte e simboli nazifascisti». Ad affermarlo, nelle scorse ore, alcuni esponenti del Pd. Un atto che ha suscitato immediate reazioni, ma anche tante polemiche sull’effettivo significato di quelle scritte, come vedremo.
Le scritte: di cosa parliamo
Augurandosi la rimozione dei simboli e l’individuazione dei responsabili, il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo (Pd) aveva parlato di «un gesto gravissimo e intollerabile, ancora più odioso perché colpisce una scuola, luogo di educazione e democrazia». Ed era intervenuta anche la senatrice del Pd, Ylenia Zambito: «Continuano ad apparire riferimenti all’oscuro passato fascista. Fa impressione che accada nel giorno del ritrovamento del corpo di Giacomo Matteotti».
Tuttavia, già nella serata di ieri, 16 agosto, sui social di alcuni rappresentanti del centrodestra toscano era “esplosa” una polemica sull’effettivo significato di quei segni tracciati sulle pareti della scuola primaria.
Le polemiche e i chiarimenti
Oltre ad alcuni gruppi (come Pro Italia Pisa) e a rappresentanti politici – di Futuro Nazionale –, vari utenti hanno segnalato sui social che si potesse trattare di un disguido: «Stanno facendo dei lavori di rifacimento della facciata, probabilmente mettendo il cappotto, credo che queste scritte siano state fatte dalla ditta esecutrice per indicazioni», è uno dei messaggi comparsi.
Chiarimenti che sono arrivati anche dal consigliere comunale dem, Enrico Bruni, che – dopo aver segnalato delle scritte – è tornato sull’argomento con un articolato post social: «Doveroso chiarire che le scritte apparse sul muro della scuola primaria Collodi non avevano, come inizialmente temuto, un significato fascista. Erano indicazioni legate a lavori in corso: quelli che sembravano simboli runici erano frecce e la scritta interpretata come “sì fasci” era in realtà un “si fascia” scritto in modo poco leggibile – scrive –. Sono contento che questa vicenda si sia chiarita nel migliore dei modi ed è giusto riconoscere con chiarezza l’errore di interpretazione. La preoccupazione espressa da me e da altri nasceva però da una sequenza reale e grave di episodi che non può essere sottovalutata. Possiamo anche sorridere dell’equivoco, ma non liquidare con battute il clima nel quale è maturato. Riconoscere un errore non significa abbassare la guardia: Pisa ha bisogno di attenzione e di una condanna netta di ogni intimidazione fascista», conclude.
Le reazioni e le scuse
«Ho commesso un errore – torna sulla questione Mazzeo –. Può capitare. E quando capita si deve avere l’onestà di dirlo. Ieri ho pubblicato un post di denuncia dopo che alcuni genitori allarmati mi avevano segnalato una scritta in una scuola pisana che pareva inneggiare al fascismo. Non sarebbe stata la prima volta, purtroppo, e in questi tempi di troppe nostalgie l’allarme è scattato subito», premette. «Fortunatamente – aggiunge – non era così. E allora, quando si sbaglia, è giusto dirlo e riconoscere l’errore. Sarebbe bello lo facessero tutti, soprattutto di fronte al proliferare continuo, e spesso costruito ad arte, di fake news o immagini false generate dall’intelligenza artificiale.
Come sarebbe bello che la stessa solerzia della destra pisana, oggi così attenta a commentare questo “errore”, si manifestasse anche nel prendere le distanze senza ambiguità quando, ed è accaduto tante volte, compaiono davvero scritte inneggianti al fascismo o al nazismo. Ma immagino che per quello serva fare i conti con la storia».
Sulla vicenda è intervenuta anche Zambito: «La destra pisana mi prende in giro perché ho commesso un errore, ed è giusto ammetterlo. Aver scambiato le scritte di cantiere per scritte inneggianti al fascismo è stato un errore commesso per un eccesso di preoccupazione per i rigurgiti fascisti che proliferano a Pisa e nel Paese. Quella preoccupazione che alla destra manca del tutto, tanto da tacere quando scritte simili sono comparse ed erano vere».
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