Le proposte
Pisa, ecco la nuova piazza Manin: «Un regalo alla città, qui c’era una tendopoli» – L’inaugurazione dopo un intervento da 5,8 milioni
Riqualificato il principale accesso a Piazza dei Miracoli dopo l’intervento promosso dall’Opera primaziale: «Una soluzione brillante»
PISA. C’è il sindaco Conti con la fascia tricolore, ovviamente. E tanti esponenti di primo piano della giunta comunale: l’assessore al commercio e alle attività produttive Paolo Pesciatini, quello all’urbanistica Massimo Dringoli e l’assessora con delega ai progetti Pnrr Frida Scarpa. Con loro anche Raffaele Latrofa che, da vicesindaco, quel percorso lo aveva avviato. E i dirigenti comunali Fabio Daole e Roberto Pasqualetti che, invece, lo hanno sviluppato dal punto di vista tecnico e ne hanno curato l’esecuzione. Poco più in là c’è anche il presidente dell’Opera della Primaziale Andrea Maestrelli. C’è pure lui “benedire” l’inaugurazione della nuova Piazza Manin.
Ovvero, l’esito e il momento finale «di un percorso che ha permesso di restituire alla città il principale accesso a Piazza dei Miracoli completamente riqualificato – ha rivendicato con orgoglio il sindaco Conti –, un lavoro impegnativo che ha richiesto anni di progettazione, confronto e concertazione con tutti i soggetti coinvolti, tenendo insieme la tutela di uno dei luoghi più importanti del nostro patrimonio storico con le esigenze delle attività economiche che qui operano da decenni».
Una pausa e poi l’affondo: «Il risultato raggiunto dimostra che questo obiettivo era possibile: delle 47 bancarelle presenti in passato, siamo arrivati a una soluzione che ne prevede solo dodici, collocate esclusivamente ai lati della piazza, liberando completamente l’area centrale e restituendo il cono visivo verso la Porta Nuova e il complesso monumentale».
Il riferimento, neppure troppo implicito benché non evocato direttamente, è alle polemiche degli ultimi giorni, con l’interrogazione presentata alla Camera dal Pd (primo firmatario Federico Gianassi) «per chiedere al governo che si faccia chiarezza sulla compatibilità fra gli obiettivi di sostenibilità ambientale del Pnrr e il raddoppio delle bancarelle presenti che, dalle 6 inizialmente previste, sono passate a 12».
Ma anche alle polemiche del passato: quella di ieri, infatti, è solo l’ultima tappa di un percorso che affonda le radici nel lontano 1995, ben 31 anni fa, quando furono messi i sigilli alle bancarelle che allora si trovavano nella via del Duomo, di fronte al complesso monumentale. E passa dal 2013 quando, per rifare la facciata del museo delle Sinopie furono spostate in Piazza Manin, dove sono rimaste praticamente fino a pochi mesi fa.
«Qui c’era una tendopoli», ribadisce il sindaco nelle interviste a giornali e tv. E per essere ancora più convincente srotola una grande fotografia che ritrae le piazza dall’alto prima dell’intervento, un affastellamento disordinato di drappi bianchi a copertura dei banchi. Sorride Conti. Perché stavolta l’operazione va bene a tutte le parti.
Quanto meno a quelle direttamente coinvolte. È considerata la soluzione meno dolorosa per gli operatori, raggiunta anche grazie alla mediazione delle associazioni di categoria. Ma convince anche Maestrelli. Lo ha detto esplicitamente il presidente dell’Opera della Primaziale, l’ente che da quasi mille anni gestisce il complesso monumentale di Piazza dei Miracoli. E non era affatto scontato. Quanto meno non lo è sempre stato in passato con riferimento sì, alle soluzioni prospettate e progettate, ma anche e soprattutto a quelle attuate concretamente. Stavolta è diverso.
Le parole dell’Operaio presidente lasciano poco spazio alle interpretazioni: «È una soluzione brillante ed equilibrata – dice Maestrelli nel suo intervento durante la cerimonia di inaugurazione–, che ci dona nuovamente una vista sulla piazza che avevamo dimenticato tenendo conto degli interessi di tutti. Grazie all’amministrazione comunale per questo bellissimo regalo».
Gongola, comprensibilmente, il sindaco. E fanno lo stesso tutti i componenti della giunta presenti. Per arrivarci ci sono voluti sì tanti soldi, per la precisione 5,8 milioni di euro, 2,1 dei quali provenienti da finanziamenti Pnrr nell’ambito del programma Pinqua, 210mila dal fondo per le Opere indifferibili e 3,5 milioni dalle casse dell’amministrazione comunale. Un investimento destinato alla riqualificazione dell’intero asse turistico che va da via Contessa Matilde fino alla Porta Nuova e a Piazza Manin, attraverso Largo Cocco Griffi.
Fra i motivi d’orgoglio anche il fatto di «essere tra i primi ad aver realizzato lungo questo percorso il sistema Lve nella sua versione più evoluta, una pavimentazione tattile e vocale che consente alle persone non vedenti e ipovedenti di muoversi in autonomia e sicurezza» ha sottolineato l’assessora Scarpa.
Oltre alle risorse, però, sono stati necessari anche competenze progettuali e capacità di mediazione fra i molteplici interessi in gioco. «È stato un lavoro che ha richiesto tempo, confronto con gli operatori e un imprescindibile lavoro di concertazione con le associazioni di categoria – ha rivendicato Pesciatini –. Ma fin dall’inizio l’obiettivo è stato quello di trovare un punto di equilibrio fra la tutela e valorizzazione di uno dei luoghi simbolo della città con il rispetto della dignità del lavoro delle attività commerciali».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.png?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=f7c0c73)