Il Tirreno

Pisa

La vertenza

Check-in automatizzato all’aeroporto di Pisa, i sindacati: «Pronti alla lotta, a rischio decine di posti di lavoro»

di Lorenzo Carducci

	A sx i dipositivi per il check-in automatico simili a quelli installati al Galilei, a dx una protesta dei lavoratori all’aeroporto
A sx i dipositivi per il check-in automatico simili a quelli installati al Galilei, a dx una protesta dei lavoratori all’aeroporto

Rappresentanti dei lavoratori contro la novità che minaccia decine di addetti aeroportuali. Denunciata anche l’inefficienza dei mezzi e il caldo estremo: parte la mobilitazione

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Un aeroporto che batte un record dopo l’altro come numero di viaggiatori non può creare esuberi. Nonostante la crescita costante del traffico aeroportuale e dei profitti, le condizioni di lavoro e le prospettive occupazionali dei lavoratori, che sono le stesse persone a cui è dovuta la crescita, continuano a peggiorare». Lo dicono in coro i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl di Pisa, nel lanciare una vertenza che oltre al Galilei riguarda anche il Vespucci di Firenze-Peretola. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, di fronte alla quale si è inasprita la procedura di raffreddamento sindacale destinata a portare a uno sciopero nel mese di settembre, è “piovuta” a Pisa.

«Martedì scorso la compagnia Ryanair, Toscana Aeroporti e GH Toscana (azienda di handling, cioè di servizi a terra, ndr), senza alcun preavviso né confronto, hanno attivato in modo brutale un nuovo sistema automatizzato di check in – denunciano le organizzazioni sindacali – Per le aziende, tale sistema renderà superfluo il check-in tradizionale, con conseguenze occupazionali drammatiche». Si tratta in pratica dei chioschi “self bag drop”, quelle colonnine già presenti anche in altri aeroporti nelle quali il passeggero è chiamato a pesare in autonomia i propri bagagli per poi caricarli sul rullo, senza bisogno di operatori.

Ryanair ne ha messe otto e «dall’oggi al domani i lavoratori a terra addetti al check-in si sono trovati di fronte al fatto compiuto» spiega Fulvio Cacace, segretario della Filt Cgil di Pisa. Un’operazione che per ora “minaccia” circa 45-50 addetti, «ma il rischio è che altre compagnie possano adeguarsi causando un centinaio di esuberi».

Per i sindacati poco sposta il fatto che il nuovo sistema sia stato sospeso il giorno stesso dell’entrata in funzione, complici i disagi generati con «6 voli su 6 che hanno subito ritardi e alcuni passeggeri che non sono potuti partire per Valencia» entra nel merito il segretario della Fit Cisl di Pisa Valerio Russo. Il problema ormai è scoppiato. «Una mossa studiata ad arte anche dal punto di vista cronologico, visto che dal 1° agosto al 5 settembre vige il periodo di franchigia in cui è vietato proclamare sciopero – sottolinea Massimo Marino, referente di Uiltrasporti per il Galilei di Pisa – Questo dimostra che si guarda solo il mero profitto in barba ai lavoratori. Dopo le lotte per la vendita dell’handling ci risiamo per un’altra mobilitazione: avvenuto il passaggio in prefettura, a settembre faremo una prima azione di sciopero».

L’automatizzazione del check-in non è tuttavia l’unico nodo, affiancato dalla contestata inefficienza dei bus e mezzi aeroportuali e dalla mancanza di correttivi rispetto all’ondata di calore, temi sui quali le istanze dei rappresentanti dei lavoratori – a loro detta – si sarebbero scontrate col «rimpallo di responsabilità tra aziende del sistema aeroportuale».

«A Pisa il pullman elettrico è arrivato ad aprile ma la colonnina per ricaricarlo è stata messa solo la scorsa settimana – dice Russo – I bus sono senza aria condizionata sia per i passeggeri che per il personale. Significa che c'è un aeroporto di A e di B perché a Firenze (pur coinvolta nella vertenza per diverse criticità in comune, ndr) questo non succede».

Quanto alle temperature, «specialmente in rampa gli operatori lavorano a 40-50 gradi». «Abbiamo chiesto a tutte le aziende coinvolte (Toscana Aeroporti, GH Toscana e Consulta) di aprire un tavolo con le rappresentanze dei lavoratori per affrontare queste problematiche e individuare soluzioni utili, come avevamo fatto per le aggressioni al personale – tira le fila Cacace – Purtroppo, l'ennesimo e irresponsabile ricorso ad azioni unilaterali ha reso necessaria la chiusura, con esito negativo, della prima fase delle procedure di raffreddamento. Ci rivolgiamo anche alle istituzioni, che fanno parte del capitale di Toscana Aeroporti. È il momento di assumersi le responsabilità e intervenire: noi siamo pronti alla lotta».

In questo scenario sindacale, per gli stessi problemi negli aeroporti di Pisa e Firenze, l’Unione sindacale di base gioca una partita indipendente, arrivata già alla conclusione, con esito negativo, della seconda fase delle procedure di raffreddamento. Ora la proclamazione dello stato di agitazione.

«Le aziende non si sono mostrate in grado di intervenire per risolvere le criticità che denunciamo da tempo – spiega il coordinamento regionale Usb trasporto aereo – Toscana Aeroporti continua a macinare record su record mentre ignora le richieste di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori dell’indotto, continua a trascurare l’inadeguatezza delle infrastrutture e a sottovalutare i rischi per la salute di chi lavora in pista con le ondate di calore estremo». Per questi motivi, nonostante la «pazienza predicata da Toscana Aeroporti», il sindacato di base, «in assenza di soluzioni immediate e in attesa di settembre, va verso lo sciopero contro le tre principali aziende del Galilei e del Vespucci».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La vertenza

Check-in automatizzato all’aeroporto di Pisa, i sindacati: «Pronti alla lotta, a rischio decine di posti di lavoro»

di Lorenzo Carducci